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Coppia: come uscire indenni dalla crisi da Coronavirus

In Cina, lo abbiamo letto, è boom di divorzi.

Complici l’isolamento forzato, la chiusura dei luoghi di lavoro e la gestione ventiquattro ore su ventiquattro dei figli, molte coppie non hanno retto lo stress e, appena è stato possibile, hanno chiesto di poter mettere fine al matrimonio. Molte di loro forse stavano già attraversando un periodo di crisi, ma è probabile che anche la convivenza forzata h24 dell'isolamento abbia influito parecchio nel decidere le sorti della coppia.

Attraversare dei periodi di crisi è fisiologico, ma se ciascun partner e la coppia stessa (che è l'equivalente di un terzo soggetto) sanno essere malleabili di fronte allo stress, adattandosi ai cambiamenti che la vita richiede, sapranno anche uscire dalla crisi rafforzati, sia come singoli, che in qualità di coppia.

 

Inoltre, i partner che attraversano un momento di crisi spesso tendono ad evitarsi, cosa ovviamente difficile da fare quando siamo costretti nello stesso spazio. Inutile aggiungere che questo contribuisce a far aumentare la tensione in casa. Come fare ad ignorarsi quando si è costretti a stare sempre insieme?

Serve imparare a stare “soli in presenza dell’altro” espressione coniata da Winnicott, relativamente al bambino nei confronti della mamma che, crescendo, impara ad estraniarsi in attività autonome seppur condividendo lo spazio con la figura di accudimento. Se sentiamo di non avere ben sviluppata questa capacità, proviamo a potenziarla, provando ad ignorare la presenza dell’altro in modo costruttivo, in modo da mantenere degli spazi individuali. 

Quello che ci viene richiesto in questo momento è un grande cambiamento: delle nostre abitudini di vita, del nostro modo di lavorare, della modalità (e anche della qualità, aggiungerei) con cui viviamo le relazioni familiari, amorose e amicali. E’ una crisi globale che fa da cornice e, allo stesso tempo da benzina, per crisi individuali e di coppia. Adattarsi a questo cambiamento, coordinandosi con qualcun altro che condivide con noi lo spazio, non è affatto semplice e richiede al tempo stesso organizzazione, disponibilità e complicità.

Ecco alcuni spunti di riflessione da cui potete ricavare suggerimenti pratici:

  • Quanto tempo passavate prima con il partner? Quasi sicuramente non tutto il giorno! Provate a quantificare. Questo può aiutarvi anche per altri aspetti della vostra quotidianità, come il lavoro, l’attività fisica, ecc. Una volta fatto, provate a mantenere delle proporzioni simili, programmando le vostre giornate individualmente, ma prevedendo dei momenti di condivisione con il partner.
  • Quali erano le vostre abitudini come coppia? Eravate soliti trascorre molto tempo da soli o preferivate condividere occasioni di socialità? C’erano dei momenti o delle cose che eravate soliti fare da soli? Alcune di queste abitudini possono essere mantenute, altre necessitano di essere adattate alla situazione, ma nessuna dev’essere per forza stravolta.
  • Cosa apprezzavate di più della vostra relazione? Individuate questo aspetto e riscopritelo.
  • Quali erano, invece, gli aspetti già problematici? Sicuramente alcune criticità già c’erano, non si può dare colpa solo all’isolamento. Allora perché non le avete affrontate prima? Forse lo avete fatto, magari con l’aiuto di uno psicoterapeuta di coppia, ma poi non vi siete impegnati nel cambiamento che la crisi richiedeva per risolversi. E’ il momento giusto per farlo.
  • Ed ora, quali aspetti vi mancano di più? Se ripensate alla vostra vita di coppia, così com’era un paio di mesi fa, di cosa sentite più nostalgia?
  • Sono emersi elementi di criticità che non vi sareste aspettati? Per rispondere a questa domanda è necessario provare a mettere da parte i problemi già individuati in precedenza. C’è qualcosa di nuovo? Se sì, proviamo a pensare se è strettamente collegato all’isolamento e all’emergenza in corso: in questo caso, probabilmente scomparirà insieme al virus… speriamo il prima possibile.
  • Vi rendete conto di stare avendo reazioni diverse? Può accadere che tra partner si abbiano modi di reagire differenti, non è affatto detto che vi diano fastidio o vi procurino disagio le medesime cose rispetto alla convivenza forzata indotta dal virus. Parlatene: può essere l'occasione giusta, se non indispensabile, per far notare all'altro quali differenze stiano emergendo, quali comportamenti vi sareste aspettati dato il suo carattere e quali, invece, vi sorprendono. Iniziate un dialogo su questo, non tralasciando di sottolineare anche gli aspetti positivi (un aiuto inatteso nelle faccende di casa, un interessamento non usuale riguardo al lavoro dell'altro, quella battuta ogni tanto che stempera la tensione, ecc.): la coppia è composta da individualità che hanno peculiari reazioni allo stress e alla paura, confrontarvi può rendere i vostri modi di reagire complementari.
  • Qual è la difficoltà maggiore? Provate ad individuarla, non è detto che sia realmente attribuibile all’altro. Ad esempio, potreste accorgervi che qualcosa non vi fa stare bene a livello personale e questo si riverbera sull’atteggiamento che adottate nei confronti del partner, stimolando anche in lui una risposta negativa.

Se vi accorgete che la situazione in cui siete vi crea disagio, sia come singoli che come coppia, non esitate a parlarne tra di voi o con l'aiuto di un professionista. 

 

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Paola per Tandem

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