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Come preparare un bambino all'apprendimento attraverso il gioco?

I bambini iniziano ad apprendere fin da subito, addirittura dal grembo materno. Il loro cervello è progettato per l'apprendimento, soprattutto nei primi tre anni di vita. Eh sì, il miglior momento per l'apprendimento è proprio quello, sebbene la scuola inizi quando questo si è già concluso.

 

I primi apprendimenti sono definibili come "informali", cioè legati a processi di scoperta, di esplorazione, di manipolazione, di libertà di espressione, cioè elementi cruciali per poter poi apprendere in maniera "formale". Un bambino che è stato stimolato fin dalla nascita e per i primi tre anni di vita, cioè il periodo di maggiore sensibilità, farà il suo ingresso a scuola già predisposto all'apprendimento che gli sarà, quindi, facilitato.

 

Per questo motivo è fondamentale stimolare la mente all'apprendimento fin da subito. Come farlo? Ovviamente attraverso il gioco!

Siamo soliti dare per scontato il gioco di un bambino e in questo modo ci perdiamo il suo vero significato, cioè la scoperta del mondo. Giocare non solo rende possibile il processo di sviluppo ma è il processo stesso.  Noi grandi siamo soliti pensare, erroneamente, che per educare un bambino attraverso il gioco sia necessario circondarlo di giocattoli educativi, interattivi, studiati appositamente per stimolare in lui specifiche competenze, ma non è così! Per un bambino il senso più profondo del gioco sta nel poter sovvertire il senso degli oggetti per trasformarli in giocattoli; insomma, un giocattolo che già è tale toglie loro metà del piacere.

Il gioco ricopre un ruolo fondamentale nella socializzazione e nello sviluppo dell' autostima, permette di scontrarsi con i propri limiti e superarli, aiuta a sviluppare le capacità creative. In questo senso, forse, la risposta migliore alla domanda: "quali giochi dare a un bambino è: nulla"!

 

Non dargli nessun gioco standardizzato gli permette di inventare qualcosa con qualsiasi oggetto, sentendosi incoraggiato a creare nuovi mondi. La voglia di giocare di un bambino è spontanea e nasce dall'osservazione del mondo e dalla scoperta delle possibilità che esso offre. Il gioco creativo è infondo una questione di problem solving, un modo per sovvertire il modo tradizionale di utilizzare gli oggetti e scoprire nuovi utilizzi: è la scoperta stessa ad essere gioco, allo stesso modo in cui, quando un bambino apprende qualcosa di nuovo, non è l'informazione ad essere importante, ma il processo che ha condotto a tale informazione.

 

I bambini imparano scoprendo relazioni tra le cose ed è nella scoperta della relazione che emergono anche aspetti etici ed estetici. Facciamo un esempio: possiamo preparare un dolcissimo frullato di mele e offrirlo al nostro bambino per merenda, oppure, possiamo prepararlo insieme a lui. Possiamo osservare la mela, il suo colore, la sua buccia lucida e perfetta, possiamo toccarla e sentire quanto la sua superficie sia liscia; possiamo poi tagliarla e scoprire com'è diverso il suo interno, sentirne l'umidità, l'appiccicoso sulle dita, vederne i semi neri e da lì ricollegarci alla storia di quella mela, a come è cresciuta su un albero, germogliato a sua volta dallo stesso piccolissimo seme che essa racchiude al suo interno. Questo significa creare relazioni, dare insieme un senso al mondo e coglierne il significato più profondo. 

 

E' proprio a causa dell'importanza rivestita dal gioco nella vita di ogni bambino che quest'ultimo ha bisogno di essere accompagnato dai genitori nella scoperta di tutte quelle attività che possono divertirlo e allo stesso tempo preparare la sua mente all'apprendimento.

Nel prossimo articolo vi daremo qualche consiglio su quali sono le attività migliori e a costo zero da proporre ai più piccoli per fare esperienza di se stessi e del mondo.


Paola per Tandem

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