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Un genio che non sa gestire il cuore: intelligenza cognitiva ed emotiva in disequilibrio.

Di recente un paziente, che sta svolgendo con me il suo percorso di terapia personale, parlando in seduta di una persona cara mi ha fatto questa domanda: "Ma come è possibile che sia così intelligente da sembrare geniale in tutte le cose lavorative e poi così stupido nei sentimenti e nei rapporti umani?".

 

Il suo stupore di fronte a una dicotomia tanto forte, mi ha fatto pensare a come sia complicato e, a volte molto doloroso, confrontarsi con qualcuno che dimostri di non avere equilibrio tra intelligenza cognitiva ed intelligenza emotiva, in altre parole come sia disorientante trovarsi ad avere a che fare con una persona che sembra perdere tutte le sue capacità nel momento in cui si trova a gestire le questioni emotivo-affettive. Si resta inebetiti, ci si chiede se a questa persona importi davvero di noi, se sia realmente possibile che non si renda conto di commettere degli errori e non si sa come reagire a tale incongruenza. 

 

I deficit di capacità intellettive emotive rischiano di compromettere anche le relazioni più significative e ci si aspetterebbe una carenza di questo tipo in soggetti che riteniamo poco intelligenti. In altre parole, il senso comune porterebbe a ipotizzare che QI e EQ (rispettivamente, Quoziente Intellettivo e Quoziente Emotivo) siano direttamente proporzionali, ma l'esperienza di vita, come si evince dalle parole del paziente sopra riportate, dimostra che non sempre è così.

Facciamo un passo indietro e richiamiamo in modo molto breve le definizioni: 

  • Intelligenza cognitiva: complesso di tutte quelle facoltà di tipo cognitivo che concorrono alla capacità di un individuo di affrontare e risolvere con successo situazioni e problemi nuovi o sconosciuti.
  • Intelligenza emotiva: aspetto dell'intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. 

Ogni individuo dovrebbe essere dotato di entrambe le tipologie e, come si è visto, le due intelligenze dovrebbero cooperare e coordinarsi per permettere un buon equilibrio psichico e relazionale. Tuttavia, in accordo con Goleman, a cui si deve la definizione di intelligenza emotiva, è possibile individuare dei tratti peculiari degli individui cosiddetti "puri": cioè persone che appaiono "tutte cognitive o tutte emotive".

Citando Goleman, distinguiamo le diverse tipologie anche in base al genere.

 

Uomo/Cognitivo Puro

"È caratterizzato da una ampia gamma di interessi e di capacità intellettuali. È ambizioso e produttivo, fidato e ostinato. Esigente e inibito, a disagio nella sfera della sessualità e delle esperienze sensuali, distaccato e poco espressivo, freddo e indifferente dal punto di vista emozionale."

 

Uomo/Emotivo Puro

"...socialmente equilibrati, espansivi e allegri, non soggetti a paure o al rimuginare di natura ansiosa. Hanno la spiccata capacità di dedicarsi ad altre persone o ad una causa, di assumersi responsabilità, e di avere concezioni e prospettive etiche; nelle loro relazioni con gli altri sono comprensivi, premurosi e protettivi. La loro vita emotiva è ricca ma appropriata; queste persone si sentono a loro agio con se stesse, con gli altri e nell'universo sociale in cui vivono."

 

Donna/Cognitiva

"... ha sicurezza intellettuale, è fluente nell'esprimere i propri pensieri, ha un'ampia gamma di interessi intellettuali ed estetici ai quali attribuisce molto valore. Queste donne tendono anche ad essere introspettive, soggette all'ansia, ai ripensamenti e ai sensi di colpa, ed esitano a esprimere apertamente la propria collera (sebbene lo facciano indirettamente)."

 

Donna/Emotiva

"... tendono ad essere sicure di sé, ad esprimere i propri sentimenti in modo diretto e a nutrirne di positivi riguardo a se stesse; sono estroverse e gregarie ed esprimono i propri sentimenti in modo equilibrato; si adattano bene allo stress. Questo equilibrio sociale consente loro di stringere facilmente nuove conoscenze; raramente si sentono in ansia o colpevoli, e raramente sprofondano nel rimuginare".

 

Da tali descrizioni si evincerebbe che le persone con profilo spiccatamente emotivo vivano meglio e siano più abili socialmente. Questo è certamente vero, ma è importante sottolineare quanto sia necessaria anche una quota parte di intelligenza cognitiva nel quotidiano, per fronteggiare tutte le questioni gestibili razionalmente. 

Intelligenza cognitiva e emotiva sono entrambe fondamentali e contribuiscono, ognuna per la propria parte, alla costruzione di un equilibrio intrapsichico e interrelazionale. Poichè, però, ad essere realisti ci si rende conto che un perfetto equilibrio tra le due è utopistico, ciò che diventa auspicabile è coltivare i propri interessi cognitivi e imparare a conoscere le proprie emozioni in modo che si crei un dialogo continuo tra i due tipi di intelligenza, senza che l'uno sovrasti l'altro, annientandolo. 

 

"Dobbiamo fare attenzione a non fare dell’intelletto il nostro dio;

esso ha, ovviamente, muscoli potenti, ma nessuna personalità".

(Albert Einstein)


Vera per Tandem

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