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Fare dei bei sogni fa stare meglio?

"I sogni son desideri di felicità" cantava Cenerentola, riferendosi principalmente ai sogni ad occhi aperti. E quelli ad occhi chiusi, la vera e propria attività onirica notturna, quanta incidenza hanno sulla serenità della psiche? 

Una ricerca finlandese dimostrerebbe che i sogni modificano i vissuti nelle ore successive al risveglio, più specificatamente che sogni belli migliorano la salute psicofisica.

Se è vero, da quando lo ha scoperto Freud, che i contenuti onirici prendono spunto dalla vita quotidiana reale (il famoso "residuo diurno"), pare essere altrettanto dimostrabile la relazione inversa: i sogni condizionano la vita da svegli.

 

La neuropsicologa finlandese P. Sikka correla il contenuto onirico con i vissuti emotivi della veglia al punto che, per valutare l'umore e, addirittura, lo stato di salute mentale di una persona, basterebbe chiederle che cosa abbia sognato. Così, sogni in cui ci si sente inseguiti, perseguitati o in pericolo, renderanno ansiosi, stressati e di cattivo umore; mentre, immagini piacevoli e fantasie oniriche positive contribuiranno ad indurre un umore sereno e disteso. 

 

Di più, anche le decisioni che si prenderanno da svegli sono condizionate dalla vita onirica che, quindi, contribuisce a indirizzare scelte e percorsi intrapresi. Non stiamo dicendo qualcosa di così nuovo, basti pensare alla credenza antichissima circa i sogni premonitori. L'APA (American Psychological Association) ha raccolto numerosi dati, dai quali risulta che la tendenza a dare un significato ai propri sogni è transculturale e assai diffusa nella popolazione: non solo si pensa, in accordo con la psicoanalisi, che i sogni racchiudano messaggi provenienti dall'inconscio, ma anche che i contenuti onirici spesso rivelino avvertimenti per la vita reale. 

 

La ricerca si chiede, quindi, se si possa imparare a fare dei bei sogni per vivere più sereni con se stessi e con gli altri. Al riguardo la psicofisiologa bolognese M. Occhionero si dice piuttosto scettica: pilotare il contenuto onirico non è affatto un compito semplice, in quanto i sogni "non ci arrivano da chissà dove, ma attingono dalle nostre memorie ed esperienze coscienti". E' assai più probabile, quindi, l'influenza inversa: se si è più sereni nella vita, anche i sogni lo saranno di conseguenza. Sognare positivo aumenta il buon umore e innesca un circolo di benessere psicofisico: serenità nella vita reale > bei sogni > buon umore e tranquillità interiore > serenità nella vita reale...

 

La Occhionero sottolinea, inoltre, come quando stiamo bene tendiamo a ricordare di più tutto ciò che è positivo, compresi i sogni piacevoli e, al contempo, quando viviamo un periodo di stress e negatività sovrastimiamo i sogni brutti. Anche quest'ultima tendenza crea un circolo vizioso, stavolta però disfunzionale, che porta coloro che soffrono di ansia o depressione a ripiegarsi in se stessi, divenendo ipersensibili alle sfaccettature pessimistiche e negative di tutti gli elementi della vita, sogni compresi.

Poichè, come si è visto, manipolare i contenuti onirici non è concretamente fattibile, in caso di sogni ricorrenti negativi sarebbe utile potersi rivolgere a un aiuto psicologico/psicoanalitico per dare interpretazione degli stessi e cercare di comprendere da dove derivino. Un percorso di questo tipo può interrompere il circolo vizioso negativo e dare avvio a una ripresa verso il ritrovamento della serenità intrapsichica. 


Vera per Tandem

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