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Perchè si parla male degli assenti?

Il pettegolezzo e il mal parlare di chi non è presente, il famoso "sparlare alle spalle", sono comportamenti che si attuano da sempre; i social li hanno in qualche modo mutati, rendendoli più di pubblico dominio. A chi non è mai capitato di parlare male di qualcuno o di essere, invece,  oggetto di un pettegolezzo da parte di un conoscente? Sarebbe, però, riduttivo pensare che tali condotte derivino esclusivamente da antipatie, momenti goliardici o inimicizie. Proviamo a capire quali possano essere i risvolti psicologici alla base di uno sparlare assiduo.

Radio Deejay si è occupata in una puntata di Dee Notte di questo argomento e al minuto 20'10" potete ascoltare il mio intervento.

 

https://www.deejay.it/audio/20190410/594578/ 

 

Varie sono le ragioni psicologiche implicate nell'attuazione di un simile comportamento, che socialmente risulta essere trasversale per genere e per età:

 

  • Spesso si parla male di un assente per cercare di escluderlo e instaurare una alleanza con chi è presente. La strategia del creare sottogruppi per sentirsi più sicuri e più protagonisti è tipica delle alleanze adolescenziali. Nei gruppi di adulti, invece, un simile atteggiamento può essere considerato immaturo e risultare alquanto controproducente: esso, infatti, genera sfiducia nell'interlocutore. Della serie "se parli male di chi non c'è, quando l'assente sarò io parlerai male di me". 
  • Se dovessimo indicare una caratteristica comune del temperamento di coloro che per abitudine parlano alle spalle altrui, potremmo sostenere che  si tratti di persone con carente autostima. Chi non nutre stima in se stesso, spesso utilizza lo screditare gli altri come strategia per aumentare il proprio valore o nascondere le proprie mancanze. Tuttavia, proviamo a pensarci, esaltare i difetti altrui non fa mutare il giudizio verso noi stessi: se l'Altro ha caratteristiche negative, non per questo io le avrò positive e la mia autostima non ne ricaverà nutrimento.
  • Si parla male degli altri anche per proiezione. Questo concetto psicoanalitico ci spiega un atteggiamento assai comune: se in un'altra persona individuiamo una caratteristica che riconosciamo anche come nostra, ma non ci piace, ce ne vorremo distanziare quanto più possibile e, per questo, parleremo male di quella persona come se fosse molto lontana dal nostro modo di essere. 

Se si è oggetto del mal parlare altrui, si rimane offesi e dubbiosi circa le motivazioni che hanno indotto questo atteggiamento. Teniamo conto che all'origine dello "sparlare" possono esserci ragioni che rivelano come l'autore di tale comportamento sia in realtà più fragile della vittima. Questo potrebbe ridurre il grado di risentimento nei suoi confronti, diversamente... sentite il finale della registrazione radio! 


Vera per Tandem

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