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Se mi lasci non vale... ma se ci lasciamo di comune accordo?

Una recente modifica delle leggi che regolano i divorzi in Danimarca, mi ha dato lo spunto per scrivere questo articolo circa la difficoltà e al contempo la necessità di raggiungere un accordo in fase di separazione.

In Danimarca nel 2017 circa la metà dei matrimoni si sono conclusi con un divorzio. I danesi, fino a poco tempo fa, godevano di una prassi assai facilitata e rapida: il divorzio veniva chiesto online al costo di cinquanta euro e ottenuto dopo pochi giorni. Questa, che d'acchito poteva sembrare una progressione e un'idea innovativa, ha però portato a un incremento ingente delle richieste di divorzio, tanto da destare alcuni sospetti circa l'assennatezza di una simile procedura.

 

E' un bene che una scelta così importante come quella di porre fine a un'unione matrimoniale, magari anche con figli a carico, venga resa così semplice da concretizzare? Le persone possono farsi influenzare da uno snellimento burocratico, tanto da sentirsi più motivate al divorzio perchè è più facile ottenerlo?

Parrebbe un rischio che la Danimarca ha preso seriamente in considerazione, arrivando ad attuare misure preventive, che mirano a rendere più consapevoli e mature le richieste di porre fine legale al proprio matrimonio. 

Le nuove leggi  entreranno in vigore il prossimo anno e riguarderanno esclusivamente le coppie con figli: per divorziare dovranno osservare un “periodo di riflessione” di tre mesi, durante il quale sarà offerta una consulenza matrimoniale gratuita. Questo cambiamento ha lo scopo di tutelare i figli delle coppie sposate ed evitare che decisioni precipitose possano creare conflitti familiari durante e dopo il processo di separazione. Le regole non si applicheranno alle coppie senza figli o nei casi di abusi domestici.

 

Il New York Times ha scritto che la misura approvata è alquanto atipica per la Danimarca, essendo un paese che da tempo sta spostando online tutte le comunicazioni tra stato e cittadini. 

 

Lo spunto psicologico che ci offre questo fatto di attualità riguarda sia i limiti da conferire al campo di internet, sia gli aspetti psicologici ed introspettivi inerenti al divorzio. Arrivare a far gestire in modo autonomo ed online aspetti burocratici così importanti come quelli riguardanti le cessazioni dei matrimoni è da considerarsi come un oltrepassare un limite? Delegare a un pc, senza interfacciarsi con persone competenti vis a vis, in circostanze delicate come lo sono divorzi con minori a carico, è da intendersi come un'evoluzione al passo con i tempi? Esistono ancora questioni di cui è bene che si occupino persone in carne ed ossa, per la portata emotiva che tali questioni comportano? Mi piace pensare di si...

 

E ancora, davvero dobbiamo essere obbligati dal Parlamento e da una legge per comprendere che sia quantomai necessario un percorso di dialogo tra le parti nel caso di separazione tra i coniugi? 

La separazione e la fine di una relazione coniugale sono momenti di vita particolarmente delicati e connotati da emozioni intense e spesso non mediate dalla ragione, quali rabbia, rancore, astio... Spesso gli ex partner sono portati dalla situazione e dalle contingenze a dimenticarsi di avere a che fare con una persona che ha condiviso con loro un tratto di vita e, in molti casi, l'esperienza della genitorialità. Questa dimenticanza annebbia cervelli ed animi e spinge a farsi guerre accese e, spesso, purtroppo, disumane. 


In Italia ci si lamenta della lungaggine dell'iter per il divorzio, che implica un prolungato tempo di attesa, durante il quale avviene una separazione. Questo tempo può essere inteso come un'occasione per i partner di riflettere sulla decisione presa e sul percorso di fine relazione avviato.


Tempistiche come quelle del divorzio online incentivano e avvallano scelte impulsive e poco maturate.

Ben vengano le leggi che ripristinano il buon senso e incentivano il dialogo, ma non scordiamo che il fatto che si sia resa necessaria una decisione parlamentare è segno più che mai evidente che il buonsenso si sta perdendo davvero! 

 

“La cultura non sostenuta dal buonsenso è raddoppiata follia.” (Graciàn)


Vera per Tandem

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