· 

Essere donna al lavoro. Cos'è il gender gap?

Non c'è bisogno di essere femministe convinte e nemmeno di ritenersi il sesso debole, per notare nella quotidianità che esistono tuttora delle discriminazioni di genere nel mondo del lavoro.

Diamo uno sguardo ad alcuni interessanti dati del 2018, che possano aiutarci a far luce sulla situazione attuale.

 

In Italia lavora il 46% delle donne e il nostro paese si piazza al 126esimo posto per la parità retributiva tra uomini e donne (gender pay gap), e al 118esimo per la partecipazione delle donne all’economia... sembra proprio che non ci piazziamo molto bene in classifica, se consideriamo che i paesi totali oggetto della ricerca sono stati 144. Inoltre, soltanto il 22% di coloro che occupano una posizione manageriale o dirigenziale è donna.

 

Eppure l'articolo 37 della Costituzione Italiana sembrerebbe prendere una posizione chiara e netta in merito: "La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”. 

Queste discriminazioni possono essere causa di disagi psicologici anche importanti: infatti, alcuni ricercatori della Columbia University hanno dimostrato che spesso la depressione e l’ansia che colpiscono le donne sono spesso originate dal gender gap.

Il fatto che, a parità di istruzione e capacità, ed è importante sottolineare questo aspetto, le donne ricevano mansioni più basse o salari inferiori incide negativamente sull' autostima e, in alcuni casi, porta la donna a convincersi che tale inferiorità sia reale.

 

I dati sono stati raccolti intervistando circa 23.000 cittadini americani, tra i 30 e i 65 anni: è emerso che nelle situazioni di divario salariale si triplica, per le donne, la possibilità di cadere in depressione o soffrire di ansia, mentre quando sul posto di lavoro le donne guadagnano quanto i loro colleghi maschi anche il rischio di depressione diventa uguale. 

 

Tuttavia, in questo quadro poco confortante, esistono anche delle notizie positive, che fanno comprendere quanto la battaglia per il raggiungimento dell'uguaglianza sia sempre attiva: l' Islanda è il primo paese al mondo dove per legge vige la parità di stipendio tra uomo e donna. È scattata infatti la norma che impone a istituzioni pubbliche e private, aziende, banche e a qualsiasi datore di lavoro con piú di 25 dipendenti di assicurare pari retribuzione alle donne a pari qualifica con gli uomini, pena una sanzione.

In rete nei giorni scorsi è divenuto virale questo video, che vi consiglio di guardare per intero: emozionante racconto di donne riuscite in imprese sportive grandiose. Niente è impossibile, senza combattere, neanche (o forse soprattutto?) per una donna.


Vera per Tandem

Scrivi commento

Commenti: 0