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La nostalgia è un male o può forticarci?

Nostalgia è una parola che contiene già nella sua etimologia un rimando alla tristezza e al rimpianto (dal greco νόστος, ritorno, e άλγος, dolore; "dolore del ritorno") e, forse anche per questo, si è portati a credere che si tratti di un sentimento negativo, da rifuggire.

Tuttavia, ha un ruolo fondamentale, anche se, spesso, irrompe mentre siamo felici e sembra rovinarci la serenità: la nostalgia serve a ricordarci il passato.

Secondo il professor C. Sedikides, direttore del Centro di Ricerca sull'Identità Personale dell'Università di Southampton, Regno Unito, il sentimento nostalgico non è affatto da intendersi come una debolezza o un cedimento, bensì va ritenuto una risorsa: "Le persone nostalgiche sono in realtà le più forti, perché capaci di rimettere insieme i pezzi del passato e fare della vita un percorso compatto". 

La nostalgia farebbe da trait d'union tra chi eravamo e chi siamo, fornendo la capacità di creare un legame, un filo conduttore tra passato e presente e, svolgendo, quindi, un ruolo fondamentale nel tracciare la linea continua dell'identità personale.

 

Di più, secondo il professore, e molti altri studiosi concordano, la nostalgia avrebbe la facoltà di favorire il mantenimento della salute mentale e del benessere psichico. Questo sentimento, infatti, attiva il processo del ricordare e fa sì che si inneschi un meccanismo di liberazione, una sorta di catarsi dai traumi e dai blocchi negativi del passato (F. Guida, Cpsico). 

E' quanto, per esempio, può accadere nel superamento di un lutto non patologico: quando si inizia a ricordare con nostalgia i momenti belli trascorsi con un caro che non c'è più, allora si può considerare di essere a buon punto del processo di elaborazione della perdita.

 

 

Alcuni scienziati sottolineano, però, il rischio profondo in cui si incorre, qualora la nostalgia diventi pervasiva nella vita di un individuo.

Uno studio condotto con protagonisti bambini e adolescenti, lontani dalla loro famiglia d'origine, ha mostrato che "ammalarsi di nostalgia" è un rischio più concreto per persone in tenera età, in quanto non hanno ancora sviluppato una maturità e un'esperienza tale che permetta loro di ripercorrere a ritroso la vita, soppesando i ricordi e attribuendovi il giusto valore.

 

"Una dose eccessiva di nostalgia può togliere preziosi spazi mentali e peggiorare la qualità di vita e i rapporti sociali, trasformandosi in patologia. Ci sono individui che non riescono a godere il presente e vivono in un costante passato" (F. Guida). In questi casi è fondamentale chiedere il supporto e l'aiuto di uno psicologo, per recuperare il potere terapeutico della nostalgia e ritrovare il proprio equilibrio.

E' importante darsi la possibilità di viaggiare nei ricordi, che siano immagini, profumi, suoni o incontri... ma poi dal viaggio bisogna far in modo di tornare e vivere il presente, per creare ricordi nuovi.


Vera per Tandem

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