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Razzismo? E' ovunque si abbia paura del diverso.

Negli ultimi giorni si sta parlando molto, e giustamente, degli episodi di razzismo in continua crescita in Italia, soprattutto al nord e riferiti anche a cittadini italiani a tutti gli effetti, quali i figli adottati.

A vincere l'oscar è stato un film, a mio avviso straordinario, commovente e garbato, "Greenbook" (nome di una guida pubblicata dagli anni 50 dedicata ai viaggiatori afroamericani, scritta da Hugo Green, per aiutarli a trovare motel e ristoranti che li avrebbero accettati), che racconta del rapporto lavorativo e dell'amicizia tra un uomo nero e un uomo bianco, affrontando temi umanamente centrali e controversi.

 

Scrivere un articolo che abbia come tema il razzismo è forse troppo ambizioso, ma lo faccio perchè credo che ognuno, nel suo piccolo, possa e debba fare la sua parte.

Essendo cresciuta in un quartiere multietnico mi sembrava che i miei genitori e i miei insegnanti non avessero avuto bisogno di darmi degli insegnamenti circa il razzismo e le forme di esclusione del prossimo: la pratica della vita quotidiana era già il migliore dei maestri. Mi sbagliavo, invece, perchè ripercorrendo i ricordi mi è venuto alla mente un bellissimo libricino che mi fu consigliato da mio padre: "Il razzismo spiegato a mia figlia" dello scrittore italo-marocchino Tahar Ben Jelloun.

 

La prima definizione di razzismo fornita dallo scrittore è quella di tendenza a manifestare diffidenza e disprezzo per le persone che hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse dalle proprie.

Secondo tale definizione, quindi, razzista sarebbe colui che pensa che tutto ciò che è troppo differente da se stesso possa essere una minaccia per la propria tranquillità e per il proprio quieto vivere: ha paura dello straniero senza una ragione valida.

 

Un aspetto molto interessante, che si evince dal libro (scritto, peraltro, in modo molto fruibile anche per i bambini: si tratta di un botta e risposta tra lo scrittore e la propria figlia), è che il razzista ha paura sì dello straniero, ma soprattutto (se non soltanto) se è più povero di lui e/o vive in condizioni di maggior disagio: non teme, infatti, l’emiro arabo di Dubai, con i gioielli e le auto extralusso, poichè in questo caso prevale la stima verso l'uomo ricco rispetto al razzismo verso l'uomo arabo.

 

C'è chi ha provato nel corso del tempo ad attribuire base scientifica al razzismo per giustificarlo, ma questa è una tesi che non ha fondamenta per essere sostenuta. Possiamo, però, dire che il razzismo è un comportamento istintivo: tutti gli animali hanno l'indole di demarcare il loro territorio e, così, anche l'uomo traccia i confini della sua terra, dei suoi beni. Ma l'uomo non è solo istinto, è dotato di ragione e con essa e, soprattutto, attraverso l’educazione e la cultura impara a vivere insieme agli altri uomini e si convince che non è solo al mondo e sono molteplici i possibili modi di vivere, tutti ugualmente validi. 

Vi invito a guardare il video dell'intervento di Roberto Saviano su questo tema. Ci porta molti spunti di riflessione. Fra tanti, anche quello secondo cui siamo circondati da prodotti, manifatture, materiali che provengono da paesi stranieri, che sono lavorati da persone straniere, e li utilizziamo senza problemi, anzi, spesso, li riteniamo indispensabili, salvo poi aver paura, o peggio disprezzo, nel trovarci di fronte uno straniero di persona.

 

Nel film sopracitato "Greenbook", il protagonista, rivolgendosi al suo autista ormai amico, durante uno sfogo, dice, parafrasando: "se sono troppo bianco per loro e troppo poco nero per te, allora chi sono?" Verrebbe da dare una risposta ovvia, ma a quanto pare mai banale: un essere umano. Il razzismo è ovunque si abbia paura del diverso, cita il titolo di questo articolo, per sottolineare come nei pregiudizi e negli stereotipi che rivolgiamo agli altri, spesso dimentichiamo che essere umani è la base che ci accomuna, prima di ogni differenza.

La paura del diverso, in tutte le sue forme, non può che renderci soli.  Proviamo a considerare che una società multirazziale è sempre una fonte di arricchimento personale e che, molto spesso, ciò che ci fa paura finisce per essere ciò da cui restiamo più affascinati. Ognuno di noi dia il proprio contributo ad educare contro il razzismo e contro l'ignoranza: questi sono mali che si combattono con battaglie quotidiane e personali.


Vera per Tandem

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