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Conosci i tuoi diritti assertivi?

Di cos’è l’assertività e di come possa aiutarci nelle relazioni con gli altri vi ho già parlato in un precedente articolo. Se ve lo siete persi, vi consiglio di leggerlo qui, prima di proseguire nella lettura. Oggi vorrei, invece, spiegarvi quali sono i diritti assertivi che, insieme al concetto di reciprocità, sono alla base della comunicazione assertiva. Essi nascono dal rispetto di se stessi, delle proprie esigenze, sentimenti e convinzioni. 

Diritto allo scopo di garantire la propria dignità, la propria felicità e soddisfazione, di raggiungere i propri scopi e progetti senza violare i diritti degli altri.

Quante volte siamo pensati a portare che agire per il nostro bene sia un atto di egoismo nei confronti degli altri? Sbagliato: pensare a se stessi e alla propria felicità è la base di partenza per il benessere e non esclude il prendersi cura, contemporaneamente anche degli altri. Ascoltare i propri bisogni non vuol dire, infatti, calpestare quelli degli altri.

Diritto di chiedere aiuto. Non sempre possiamo farcela solo con le nostre forze. Saper riconoscere di aver bisogno degli altri e chiedere il loro supporto senza vergognarci o senza temere di pesare su qualcun altro è un aspetto fondamentale per vivere serenamente.

Diritto di chiedere informazioni. Vale quanto detto sopra: non possiamo sapere tutto… impariamo ad accettare anche le nostre mancanze.

Diritto di dire no senza sentirsi in colpa. La paura di fondo è spesso quella che dicendo "no" gli altri possano allontanarsi e negarci il loro affetto. Purtroppo, però, nessuno di noi può riuscire a soddisfare tutte le richieste che gli altri gli fanno e questo atteggiamento porta per forza ad esaurimento delle risorse psichiche e fisiche. Se qualcuno si allontana da noi dopo aver ricevuto un "no", evidentemente non meritava così tanta vicinanza… che dite?

Diritto di dire non so. “Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere.” (Nietzsche)

Diritto di sbagliare. Troppo spesso la paura di sbagliare c’ingabbia e ci blocca, impedendoci di vivere esperienze che potrebbero, invece, accrescere la fiducia che nutriamo in noi stessi. Quindi, ricordiamoci, che imparare a sbagliare vuol dire imparare a vivere.

Diritto di cambiare idea. Solo gli stupidi non cambiano idea, questo si sa. Cresciamo, viviamo nuove esperienze, conosciamo nuove persone, cambiamo e insieme a noi cambia anche il nostro modo di pensare. Chi si approccia al nuovo cambia idee, chi rimane nel suo no. C’est la vie.

Diritto di prendersi del tempo necessario prima di dare una risposta. Non sempre abbiamo tutte le risposte a disposizione e non sempre abbiamo avuto modo di riflettere su una questione a sufficienza da poterci esprimere a riguardo. Meglio aspettare.

Diritto di fare meno di quello che è il proprio limite dell’umanamente possibile. E qui torniamo a quanto detto prima: dire sempre di sì porta progressivamente all’esaurimento. Spesso viene naturale spingersi fino al limite, fino al massimo punto in cui ci è possibile arrivare. Ma siamo sicuri che sia necessario? E perché lo stiamo facendo? Dovremmo avere validi motivi.

Diritto di avere e manifestare sentimenti ed emozioni. Per molti di noi le emozioni sono fonte di vergogna o qualcosa che è legittimo mostrare solo ad una cerchia ristrettissima di persone a noi vicine. In realtà le emozioni fanno parte del nostro essere umani così come ogni altra parte del nostro corpo. Le emozioni sono fisiologiche e ci forniscono un’infinità di informazioni su noi stessi e sugli altri: impariamo ad ascoltarle.

 

Diritto di sentirci bene con noi stessi indipendentemente dalle condizioni di altri. Legare la nostra felicità a quella di qualcun altro è sempre un rischio che può condurci al non saper più distinguere tra i nostri vissuti e quelli altrui. Impariamo a dare la precedenza a noi stessi, ne beneficeranno anche gli altri.

Vi lascio con un video divertente che offre un ottimo esempio di comunicazione NON assertiva... da entrambe le parti.

 

 


Paola per Tandem

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