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Psicologia del rimpianto: quando si basa la vita sui "se"

Partiamo dal differenziare due sentimenti da sempre accoppiati, che, però, non indicano lo stesso vissuto: rimorso e rimpianto. 

Il rimorso (dal latino "mordere di nuovo qualcosa che è già stato morso") rappresenta il dolore e il pentimento rispetto ad un errore che si è commesso, quindi implica un senso di colpa e fa riferimento a un fatto che è avvenuto.

Il rimpianto, al contrario, è da intendersi come un vissuto di rammarico e nostalgia per un’azione mancata, un'occasione lasciata e, quindi, implica una sensazione di perdita per non aver agito quando si aveva la possibilità di farlo.

 

Ci si trova costantemente di fronte all'arduo compito di compiere delle scelte, optando per l'una o per l'altra via possibile; il rimpianto e il rimorso sono collegati alla capacità umana di discernere, scegliere e accettare rischio e incertezza. E proprio di fronte a questo scatta l'annosa questione: nella vita è meglio avere rimpianti o rimorsi? 

Rimpianto e rimorso sono entrambe sensazioni che creano turbamento e che legano indissolubilmente il presente al passato. Impossibile dare una risposta che valga per tutti: posto che una scelta di per sè indica rinunciare a qualcosa, ciascuna persona sente con quale vissuto riesce a fare i conti più serenamente, se con l'idea di non aver fatto un tentativo o con la consapevolezza di aver commesso uno sbaglio. 

 

In questo senso, allora, bisognerebbe spostare l'attenzione sull'accettazione e la consapevolezza che non sia possibile umanamente vivere senza il pensiero del "se quella volta avessi...".

 

E' una questione di "sliding doors", ovvero di "come sarebbe andata a finire, se le cose fossero andate diversamente". Avrete quasi certamente visto tutti l'omonimo film, in cui alla protagonista cambia la vita per aver preso o meno quella corsa della metropolitana (se non l'avete visto ve lo consiglio, è una commedia leggera, ma che può far molto riflettere).

 

Non avendo la facoltà di eliminare tutti i rimpianti o tutti i rimorsi possibili dal panorama delle nostre decisioni, probabilmente quello che bisognerebbe cercare di fare è accettare che ci saranno delle occasioni perse, delle nostalgie che ci terranno compagnia, così come delle strade prese al volo, che si riveleranno sbagliate. In questo modo eviteremo di vivere nel "se, allora...", in quanto può rivelarsi una prigione psicologica limitante e crudele. La paura del rimpianto e del rimorso, infatti, può portare a dei blocchi psicologici, in cui una persona cerca costantemente di evitare di vivere il presente, per paura di pentirsi per quello che non fa o per quello che fa.

“Un uomo è vecchio solo quando i rimpianti, in lui, superano i sogni”  (J. Barrymore). Non pensiamo di poter non avere nè rimpianti, nè rimorsi, concentriamoci sul non lasciare che essi ci imprigionino e ci condizionino, al punto di rapire le nostre prospettive sul futuro.


Vera per Tandem

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Commenti: 12
  • #1

    Teresa (martedì, 21 gennaio 2020 16:18)

    Ho fatto l'enorme sbaglio di non aver accettato un lavoro,ho 50 anni e non so se mi ricapiterà ancora un'occasione del genere,x cui sto malissimo nel vero senso della parola.piango sempre.

  • #2

    Antonella (sabato, 14 marzo 2020 23:11)

    Il mio più grande rimpianto e aver lasciato il mio può grande e vero amore della mia vita...ora a distanza di anni se tornassi indietro non lo farei più e soprattutto questo rimorso non mi fa vivere il futuro serena sono triste e infelice pensando a come fosse stata la mia vita se avessi sposato lui...

  • #3

    Tandem (venerdì, 20 marzo 2020 19:01)

    Antonella, spesso un particolare vissuto può orientare le proprie scelte. Successivamente, la cornice di vita può cambiare al punto da far credere di aver sbagliato. Tuttavia, come scritto nell'articolo, "vivere nel "se, allora...", può rivelarsi una prigione psicologica limitante e crudele". Se vuole liberarsi la via è quella di trasformare un rimpianto in nostalgia, riuscendo a perdonare se stessa per le decisioni intraprese. Non è sempre possibile riuscirci da sola, ma, oltre che a nuovi occasioni nella vita, anche un percorso psicologico può rivelarsi fondamentale in questa direzione.

  • #4

    Tandem (venerdì, 20 marzo 2020 19:04)

    Teresa, le auguro che una nuova occasione si sia presentata alla sua porta; nel frattempo, per quanto difficile e doloroso, provi a incanalare la sua energia verso nuovi obiettivi, liberandola dalla gabbia del rimpianto, dove non può che incistarsi e farle perdere di vista le porte che le si apriranno. Finito il tempo del "lutto" per la scelta che si è rivelata sbagliata, può nascere la spinta vitale verso il nuovo.

  • #5

    Daniele (giovedì, 05 novembre 2020 13:09)

    Sono giovane. La ragazza che mi piaceva mi aveva invitato da lei la prima uscita ma io dopo aver scambiato qualche parola sono andato via pensando che avrei potuto rovinare le cose. Dopo qualche mese tra noi si è concluso tutto con un nulla di fatto. Continuo a pensare che dovrei buttarmi più sulle cose senza starci a pensare troppo e godermi il presente, a prescindere dalle previsioni sul futuro eppure commetto sempre lo stesso errore.

  • #6

    Nicola (domenica, 13 dicembre 2020 20:40)

    Io soffro per un amore soltanto sfiorato, non vissuto anche se ero un ragazzino delle medie, mi piaceva una mia compagna di classe e lei mi ricambiava, entrambi ce ne eravamo accorti ma nessuno dei due fece il primo passo perciò non accadde nulla e ci perdemmo di vista..ora ho questo rimpianto che mi consuma se penso che sarebbe stato bellissimo con lei visto anche L età che non torna piu

  • #7

    Novella (martedì, 02 marzo 2021 00:04)

    Io non ho un rimpianto Anzi devo ringraziare qualcuno che mi ha lasciato in modo cattivo ... adesso però e lui che ha un rimpianto dopo 5 anni di matrimonio lui ha iniziato a chiamarmi con l'anonimo non capivo il perché ma adesso mi sono accorta che era un rimpianto sono passati sono passati 18 anni e ancora oggi mi cerca ho cercato di dirgli andare avanti con una lettera ma penso che lui si perda nei suoi rimpianti penso che rimugini sempre ma non ha avuto il coraggio di chiedermi scusa col tutto che mi controlla via Internet una volta al giorno non riesco ad aiutarlo per farlo andare avanti... mi sento in colpa

  • #8

    Novella (martedì, 02 marzo 2021 00:08)

    Non ha avuto il coraggio di rispondermi al telefono ha detto che era un'altra persona in ufficio Sì negato Come se si vergognato di lui non riesce ad avere un confronto si nasconde Ma continua a controllarmi su tutti i miei account

  • #9

    Mirko (martedì, 13 aprile 2021 21:36)

    Ho 33 anni e ho commesso l'errore di non accettare un lavoro e mi sento malissimo. Non ho neanche nemmeno provato a farlo quel lavoro. Ho visto di cosa si trattava e non c'è l'ho fatta proprio a dire sì in quel momento. Ho paura che non ci saranno altre occasioni e non riesco a smettere di pensarci. Sono molto severo con me stesso. Vorrei ritornare a quel momento e almeno provare ma mi rendo conto che non è possibile. Cisa posso fare per eliminare il rimpianto? Grazie.

  • #10

    Elena (martedì, 04 maggio 2021 22:39)

    Vivo di se perche' non so vivere di fatti. Mi rifugio in un passato che avrei potuto vivere ma che ho solo inconsapevolmente sfiorato. A distanza di anni vivo di ricordi e di rimpianti e cosi' sara' per gli anni a venire.

  • #11

    Luca balconi (giovedì, 13 maggio 2021 23:29)

    I miei due più grandi rimpianti sono due: alle medie c'era una mia compagna di classe che mi ha fatto capire in tutti i modi di interessargli, ma io niente, ho aspettato che facesse lei il primo passo e così alla fine ho buttato nel cesso tutto ( quello che mi fa' impazzire è che il sentimento era reciproco), il secondo è non aver proseguito il liceo artistico e su pressione di mio papà aver cambiato scuola, col risultato che ho mollato gli studi in terza superiore. Ma da queste due esperienze ho tratto l'insegnamento più prezioso: non bisogna indugiare nelle scelte, meglio sbagliare ma averci provato, piuttosto che vivere col il rimorso del distruggersi pensando:<E se invece ci avessi provato?>

  • #12

    Rita (mercoledì, 29 settembre 2021 16:03)

    Salve divisa tra due scelte lavorative ho scelto quella più sicura per il contratto ma che si è rivelata inadatta al mio carattere. Adesso pur impegnandomi nel nuovo settore lavorativo rimpiango quello precedente e non riesco a ritornarci più. Invio curriculum ma ho 42 anni e non mi considera nessuno. Ho fatto una scelta sbagliata e non riesco più a tornare indietro ne' a godermi il presente. Come fare? Grazie