· 

Wonderlust: quando viaggiare diventa una mania?

Wonderlust: dal tedesco, "desiderio di vagabondare". Viaggiare rende felici e arricchisce per molteplici e valide ragioni: 

  • aumenta la fiducia nel prossimo e diminuisce pregiudizi e intolleranze
  • favorisce lo sviluppo della capacità di problem solving e il grado di adattamento alle situazioni impreviste
  • diminuisce l'ansia correlata al cambiamento
  • migliora l'umore
  • apre la mente e alimenta il grado di socievolezza ed empatia

Tuttavia, se portato a livelli eccessivi, l'amore per il viaggio può sfociare in una ossessione, che altera la percezione dell'ambiente in cui si vive e impedisce di godere degli aspetti positivi della sedentarietà.

I "maniaci" del viaggiare hanno questa passione inscritta nel DNA. La rivista Evolution and Human Behaviour ha pubblicato una ricerca, tramite la quale gli scienziati sarebbero certi di aver individuato il cosiddetto "gene del viaggio", chiamato, appunto, di wanderlust.

Il gene del viaggio sarebbe il DND4-7R. Esso è correlato alla curiosità, regola il livello di dopamina nel cervello e sarebbe il diretto responsabile della passione e dell’attrazione per tutto ciò che è insolito e sconosciuto. Pare che questo gene sia presente in 2 persone su 10.

 

Anche il National Geographic ha finanziato uno studio che ha rilevato come gli wanderluster siano persone più propense ad affrontare rischi, ad assaggiare cibi mai provati, a stringere conoscenze nuove e a vivere più avventure sessuali, insomma sarebbero individui caratterizzati da una maggiore inclinazione al cambiamento e da una disposizione a mettersi in gioco.

 

Di per sè, quindi, la sindrome del vagabondare non sarebbe una "mania" negativa. Allora, quando si può parlare di aspetti in qualche modo patologici legati a questa passione per il viaggio?

Come quasi sempre in psicologia, si tratta di tenere conto della dimensione della quantità e della qualità. Quando viaggiare diventa un'idea fissa, una sorta di ossessione, se deriva da (o provoca come conseguenza) una sensazione di malessere a stare nello stesso luogo per un tempo prolungato o se il desiderio di partire assume un livello di intensità tale da non permettere più a una persona di godere del viaggio che sta vivendo, perchè nella mente scatta subito il desiderio dello spostamento successivo, allora si può parlare di una sindrome che ha superato il confine di passione.

 

Quali sono i sintomi che possono farti capire che stai diventando un wonderluster?

  • durante un viaggio, pensi già al successivo
  • stare fermo nello stesso luogo, dopo poco, ti provoca una sorta di ansia claustrofobica
  • giunto in una meta, sei preso dalla foga di visitare tutto il visitabile nel più breve tempo possibile e di non rinunciare a nessuna delle esperienze fattibili
  • controllare i costi dei voli, degli hotel e dei trasferimenti è diventato il tuo hobby preferito, anche se non hai da fare viaggi imminenti
  • entri in competizione con altri viaggiatori per numero di mete visitate
  • hai viaggiato in così tanti luoghi e con talmente tanta frenesia, che i tuoi ricordi sono confusi e mischiati

Metaforicamente, verrebbe da dire che servono radici forti perchè una chioma possa espandersi ampia e rigogliosa, o, ancora, che a rendere bello un viaggio è anche sapere che si ha una casa in cui tornare: finchè viaggiare significa esplorare, ma la persona conserva un legame sereno con il luogo in cui sceglie di sostare siamo nell'ambito dell'amore per la scoperta, quando partire diventa fuggire e si trasforma in un modo per non fermarsi mai rischia, invece, di sfociare nella mania.


Vera per Tandem

Scrivi commento

Commenti: 0