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Quale psicoterapia è più efficace? La grande rivincita della psicoanalisi.

Per molti la psicoanalisi era ormai demodè, rimpiazzata da trattamenti psicoterapici più veloci, più economici, più facili da comprendere ma, sembra, anche meno efficaci. Ci perdoneranno i colleghi appartenenti ad altri orientamenti, ma per chi, come noi, ha scelto di percorrere una strada “vecchia” e incerta, questa è una grande soddisfazione. Ovviamente non siamo noi a sostenere questo, ma recenti studi scientifici che avrebbero dimostrato la maggiore efficacia della psicoterapia ad orientamento psicoanalitico rispetto alla più breve ed economica terapia cognitivo comportamentale.

Dagli anni ‘70 in poi, la psicoterapia cognitivo comportamentale ha ricoperto un ruolo principe tra gli altri orientamenti psicologici, tanto da diventare il trattamento d’elezione per la maggior parte dei disturbi psichici. Tale orientamento si basa sull’idea che non sia strettamente necessario indagare la causa di uno specifico disturbo, ma che sia possibile trattarlo lavorando sui sintomi che lo caratterizzano e che si manifestano nella vita attuale del paziente, come risultato delle strutture e costruzioni cognitive dell’individuo che ne regolano il comportamento. I benefici che derivano dall'applicazione di tale modello teorico sono più che dimostrati e non è sicuramente mia intenzione screditarli. Per questo non mi dilungo e passo invece a spiegarvi come gli scienziati sono arrivati ad affermare una maggior efficacia della psicoanalisi.

 

Gli studi in questione sono due.

 

Il primo, norvegese, ha dimostrato come la terapia cognitivo comportamentale abbia dimezzato l’efficacia nella cura della depressione rispetto al 1977, anno dal quale la terapia cognitiva comportamentale è diventata, appunto, il trattamento d’elezione.

 

Il secondo studio, inglese, si è invece dedicato a stabilire l’efficacia del modello psicoanalitico per il trattamento della depressione cronica. Lo studio ha confrontato i risultati ottenuti su pazienti trattati attraverso il metodo psicoanalitico una volta alla settimana per 18 mesi con quelli di pazienti sottoposti ad altre tipologie di terapia (psicofarmaci, terapie brevi, interventi psicoeducativi). I risultati sono stati indagati anche a lungo termine attraverso follow- up periodici. Il 44% dei pazienti del primo gruppo ha presentato una remissione dalla depressione cronica, mentre del secondo gruppo solo il 10% ha ottenuto lo stesso risultato. Lo studio ha quindi confermato l’efficacia della psicoterapia psicoanalitica per il trattamento della depressione cronica.

La psicoanalisi non sembra, quindi, poi più così fuori moda, anzi: studi come questi, uniti alle recenti scoperte delle neuroscienze sugli effetti di tale psicoterapia sul cervello, sembrano proprio confermarne l’efficacia. Del resto, il caro Freud lo aveva da sempre sostenuto: “una cura può essere efficace solo se è capace di indagare i piani più profondi della nostra mente”. 


Paola per Tandem

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