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Christmas Blues: chi è triste a Natale?

Luci sfavillanti ad illuminare le strade, punteggiate da vetrine colorate e addobbi di ogni genere: il Natale veste a festa le città. Si pensa ai regali, alle vacanze, alle cene e ai pranzi in famiglia, ci si fanno gli auguri e impera la regola dell' "essere tutti più buoni".

Tutte le premesse porterebbero a pensare a un dilagante e contagioso sentimento di gioia e serenità, per grandi e piccini.

Tuttavia, le festività natalizie per molte persone sono un momento dell'anno particolarmente difficile e arrecano deflessione dell'umore, ansia, nervosismo e tristezza.

Si parla di "Christmas Blues", cioè depressione natalizia: tristezza, anedonia, insonnia, suscettibilità e crisi di pianto sono i sintomi più diffusi.

Le festività comportano una serie di eventi di per sè stressogeni: riunioni familiari allargate anche a quei parenti con i quali non si va d'accordo, ricerca dei regali giusti, eccesso di cibo consumato, elevato numero di impegni da conciliare, interruzione della routine quotidiana.

 

La depressione natalizia è direttamente collegata al periodo delle feste e non va, pertanto, confusa con il disturbo depressivo stagionale, che, solitamente, ha il suo esordio in autunno e inverno e migliora o si risolve con l'arrivo della primavera, tuttavia si manifesta anch'essa in un periodo dell'anno in cui la diminuzione delle ore di luce e della produzione di serotonina possono incidere in modo critico sulla tristezza.

 

Quali le cause più comuni:

  • Senso di solitudine se si è single, se si vive in un'altra città, lontano dai propri cari e amici. In questo periodo di solito riemerge il vissuto inerente alle separazioni e tornano a mancare le persone con cui si è conclusa una relazione o si acuisce il senso di abbandono.
  • Ricordo nostalgico del passato o memoria di qualcuno di caro che è scomparso. Riemerge il vissuto inerente al lutto.
  • Crisi economica: durante le festività sono molti gli eventi che richiedono una spesa, si pensi ai regali da ricambiare, alle cene o ai pranzi a cui partecipare; questo rende più pesante il senso di precarietà economica che qualcuno si trova, suo malgrado, a vivere quotidianamente.
  • Confronto con gli altri che sembrano felici: ci si imbatte in persone entusiaste del clima festivo e familiare e ciò acutizza il senso di inadeguatezza in coloro che si sentono, invece, tristi e malinconici.

Fatte le dovute premesse e riflessioni sulle cause del malessere legato al Natale, come ci si può salvare dalla Christmas blues?

 

  • è consigliabile mantenere contatto con la propria quotidianità: non stravolgere necessariamente le proprie abitudini e mantenere impegni quotidiani.
  • fondamentale è accogliere le proprie emozioni, anche qualora siano negative o "fuori dal coro": parlarne, non sforzarsi di essere diversi ad ogni costo da come ci si sente, non negare a se stessi ciò che si sta provando.
  • imparare a dire di no a quegli appuntamenti che si ritengono troppo pressanti è un modo per tenere a bada le convenzioni sociali e le aspettative 
  • se da un lato è importante non sentirsi in obbligo di essere felici e di rifare le medesime esperienze di tutti gli anni passati, dall'altro può essere benefico provare a farsi contagiare dalla serenità altrui, circondandosi delle persone più positive e care.

"A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai..." ma non sei obbligato!


Vera per Tandem

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