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Come affrontare la perdita di un animale domestico?

Chiunque possegga un cane, un gatto o qualsiasi altro animale domestico sa bene quanto il pensiero della possibilità di perdere il proprio amico a quattro zampe sia terrorizzante. Tanto terrorizzante che, molto spesso, chi si è trovato una volta a vivere questo tipo di perdita decide di evitarsi per sempre la ripetizione di un tale dolore privandosi della gioia dell'adozione per il resto della vita.

 

Chi condivide la propria quotidianità con un animale sa bene di cosa sto parlando: avere un cucciolo in casa ci porta a sperimentare un amore del tutto incondizionato, genuino, semplice; molto diverso dall'amore provato nei confronti di un altro essere umano. E' un amore, a mio avviso, molto simile a quello che si prova per un neonato nei primi mesi di vita: non esiste un linguaggio comune con il quale comunicare, non esistono regole o conoscenze, esiste solo la possibilità di provare una forte sintonizzazione affettiva con l'essere che si ha davanti, che passa attraverso i gesti, gli sguardi, i toni di voce. Insomma, attraverso tutto il nostro non verbale. Senza usare parole, padrone e animale riescono a capirsi alla perfezione grazie alla comunicazione implicita, tanto che nel tempo tendono ad assomigliarsi... anche esteriormente! 

 

Ovviamente non ci sono solo aspetti positivi: convivere con un animale porta con sè anche tanti elementi di difficoltà che solo l'amore per lui può permettere di superare. Pensate alle responsabilità sulla sua sopravvivenza, gli impegni e i limiti che esso implica, i sacrifici richiesti... oltre che ai piccoli inconvenienti come peli e sporcizia. Del resto, come c'insegna la volpe addomesticata dal Piccolo Principe: "E' il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante".

Eppure, nonostante tutto ciò, il dolore per la perdita di un amico a quattro zampe viene spesso vissuto come incomprensibile e indicibile.

In letteratura questo tipo di lutto è considerato un lutto delegittimato (disenfranchised grief), cioè una perdita per la quale non ci si sente legittimati a soffrire. Chi si trova a fare i conti con questo dolore deve spesso scontrarsi con la difficoltà di far capire agli altri ciò che sta attraversando e, talvolta, risponde a ciò negandolo. Per la paura di sentirsi sciocco, immaturo o superficiale, chi vive questa situazione si sente solo e spaventato dal timore di non essere compreso dagli altri e di sentirsi rispondere con frasi tipo: "era solo un cane/gatto, perchè non ne prendi un altro?", come se quell'animale fosse semplicemente uno tra tanti e non un essere a cui si è regalato tempo, amore ed energie.

 

Il lutto per un animale domestico è invece un vero e proprio lutto, paragonabile a quello sofferto per una persona cara, che lascia un doloroso vuoto in chi lo affronta. Secondo una ricerca statunitense del 2009, un terzo dei proprietari di animali domestici che subiscono questo tipo di perdita potrebbe aver bisogno di piangere il proprio cane o gatto per un periodo che può durare anche oltre i 6 mesi. Alla luce di questo dato, molte aziende statunitensi concedono ai propri dipendenti alcuni giorni di permesso dal lavoro per poter affrontare meglio l'accaduto. 

 

E' più che legittimo provare dolore e volerlo condividere con chi ci sta accanto ed è importante non credere di non avere il diritto di farlo perchè a lasciare questo vuoto è stato un animale e non una persona. Per questo motivo, è utile affrontare questo momento circondandosi di persone che possano comprendere ciò che stiamo attraversando e sappiano evitare inutili giudizi.

 

Per qualcuno, la soluzione più semplice può essere quella di adottare subito un altro cucciolo, per altri c'è bisogno di tempo per rielaborare la perdita. In ogni caso, la scelta di accogliere un altro animale dovrebbe essere sempre ben ponderata. Come spiega la psicologia del lutto, infatti, prima di poter investire nuovamente su un nuovo oggetto, è necessario rielaborare la perdita di quello vecchio e per questo serve, ovviamente, tempo.

 

In alcuni casi la rielaborazione del lutto può risultare particolarmente difficile. Nel caso in cui l'animale sia morto a causa di un incidente, ad esempio, l'evento può configurarsi come un vero e proprio trauma e rendere la perdita più difficile da accettare. Un altro caso è quello in cui il padrone ha dovuto acconsentire alla soppressione dell'animale e si è trovato quindi a dover fare i conti anche con la responsabilità legata a tale scelta.

Talvolta, infine, può accadere che la perdita riattivi a livello inconscio un precedente lutto irrisolto. In questi casi la rielaborazione può diventare molto più difficile e necessitare di un aiuto esterno che non si deve assolutamente aver paura di chiedere, se ne si sente il bisogno. 

Come ogni perdita, purtroppo, non esiste un rimedio che velocemente possa alleviare il dolore e riempire il vuoto che si è creato. L'unica medicina è il tempo e la capacità di vivere le proprie emozioni negative senza rifiutarle e senza vergognarsene, ma accettandole come parte fondamentale del processo di rielaborazione.

 

Per risollevare gli animi un po' intristiti dalla lettura, vi lascio con un video divertente tratto dal classico Disney "La carica dei 101".


Paola per Tandem

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Commenti: 2
  • #1

    Stefania Gagliardi (martedì, 04 dicembre 2018 20:43)

    È proprio così ! Anni fa ho perso la mia cagnolina ed ho vissuto per tanto tempo una situazione di lutto paragonabile a quando si perde una cara persona di famiglia. Ancora adesso a distanza di più di dieci anni mi vengono le lacrime agli occhi e un modo alla gola quando la penso. Ho adottato un’altra cagnolina che adoro ed entrambe occupano un posto molto importante nel mio cuore.

  • #2

    Tandem (mercoledì, 05 dicembre 2018 14:13)

    Cara Stefania, è proprio vero: il nostro amico occuperà sempre un posto speciale nei nostri ricordi, proprio come una persona. E, proprio come una persona, ogni cane possiede la propria personalità che lo rende insostituibile.