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E' vero che i bambini di oggi sono più maleducati?

Ha fatto molto discutere il cartello affisso fuori dal ristorante romano “La fraschetta del pesce”, attraverso il quale il proprietario vietava l’ingresso nel locale ai bambini minori di 5 anni. Questa scelta, per ovvie ragioni discutibile, ha suscitato polemiche ma anche tanta solidarietà da parte dei numerosi ristoratori che si trovano a fare i conti quotidianamente con bambini “lasciati allo sbando” per citare il cartello in discussione. Sono in effetti in molti a sostenere che i bambini moderni siano più maleducati in confronto alle generazioni precedenti e che fatichino maggiormente ad accettare e rispettare le regole che gli vengono imposte. E’ vero che i bambini di oggi sono fuori controllo? E se sì, di chi è la colpa?

Il ristoratore romano non è certo l’unico ad aver preso posizione in tal senso: sono molti i ristoranti, hotel, piscine e addirittura compagnie aeree nel mondo che hanno scelto di imporre dei limiti minimi d’età per i loro ospiti, escludendo in tal modo bambini e anche adolescenti dalla loro clientela. Le motivazioni alla base di ciò sono sensate: sempre più bambini vengono lasciati dai genitori totalmente liberi di disturbare gli altri clienti: corrono, urlano, giocano a rincorrersi, dicono parolacce e rappresentano un pericolo per il personale intento a lavorare. Nonostante ciò, molti genitori sembrano non vedere questi comportamenti o, comunque, non accennano ad arginarli prendendo una posizione decisa. E in effetti, la colpa, se di colpa si parla, non può essere certo data ai bambini. L’indole del bambino, il suo temperamento, ha sicuramente un certo peso, ma è per lo più il condizionamento che riceve nei primi mesi e anni di vita a plasmare il suo rapporto con le regole e con l’autorità. L’infanzia è sempre la stessa, i bambini non sono diversi da quelli delle generazioni passate, semplicemente si trovano a vivere e a crescere in un contesto sociale molto differente. Sono in caso i genitori ad essere cambiati: si diventa tali ad un’età sempre più avanzata, dopo che per molti anni si è fatto i conti solo con se stessi, con le proprie relazioni, le proprie ambizioni lavorative. L’arrivo di un bambino va a rompere numerosi equilibri e porta nella vita dei neo-genitori infinite responsabilità. Secondo gli esperti, i genitori di oggi sono spaventati: essi vivono con paura il compito di dover imporre ai figli delle regole. Hanno paura di sbagliare, ma non solo: temono di non essere abbastanza bravi, abbastanza buoni, di limitare la felicità del proprio bambino. I genitori moderni si sentono spesso in colpa, hanno poco tempo da dedicare ai figli e si sentono costantemente in difetto per questo e la risposta, spesso, sta nell’ accontentarli, nel lasciarli liberi, nel concedere loro ogni cosa. I bambini, dal canto loro, hanno sempre meno tempo libero a disposizione per “fare i bambini” e per frequentare i coetanei. Le ore passate al parco a confrontarsi con altri hanno lasciato il posto a infinite sessioni ai videogiochi o al gioco solitario, senza amichetti e senza genitori. E com’è possibile imparare a relazionarsi all’altro se l’altro non c’è? Com’è possibile imparare la reciprocità e il rispetto nelle relazioni in questo modo?

Sicuramente è necessario agire su più fronti per arginare questa perdita di regole. Innanzitutto, è importante che i bambini abbiano modo di essere bambini: il gioco libero, l’interazione con i coetanei, la dipendenza dai genitori sono tutti aspetti fondamentali per la crescita. Un bambino piccolo non deve sapersela cavare da solo, deve aver bisogno della presenza dei genitori come guida alla scoperta del mondo. I genitori, da parte loro, devono imparare per prima cosa a non aver paura delle regole: non imporle non vuol dire crescere un bambino più libero o più felice, ma solo più incapace di stare in una società. E allora, nel prossimo articolo vi daremo qualche consiglio su come imparare a dire di no e a trasmettere sane regole ai vostri bambini.


Paola per Tandem

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