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Abbiamo ciò che ci meritiamo?

Ognuno di noi, seppur in diversa misura, avverte il bisogno di mantenere il controllo sulla propria vita. Alcuni eventi, però, sono imprevedibili e colpiscono la nostra vita come un fulmine a ciel sereno mettendoci di fronte all’essenza stessa della vita che, prendendo a prestito le parole di John Lennon, “è ciò che ti accade quando sei tutto intento a fare altri piani”. Razionalmente, la maggior parte di noi sa che questa è la realtà dell’esistenza umana, eppure, il bisogno di credere di vivere in un mondo in cui i buoni vengono premiati e i cattivi puniti è talmente forte da farci credere che sia possibile in qualche modo predire, guidare e controllare gli eventi. Quest’idea prende il nome di “Ipotesi del Mondo Giusto” ed è stata descritta da Melvin Lerner, pioniere nello studio psicologico della giustizia.

La teoria del mondo giusto ci permette quindi di recuperare il controllo sulle nostre vite, convincendoci che, se siamo buoni, possono capitarci solo cose belle. Prendiamo l’esempio dei senzatetto: è molto più facile ignorarli e non farsi colpire emotivamente dalla loro sfortuna se ci convinciamo che in fondo siano in qualche modo responsabili di essa.

Del resto, come sosteneva Lerner, siamo soliti crescere i bambini insegnando loro che, se saranno buoni, verranno in futuro ricompensati ed è normale che, crescendo, ciascuno di noi conservi questo insegnamento nel profondo del suo essere.

Purtroppo, questa visione del mondo risulta particolarmente nociva per le vittime di atti criminali o abusi. Pensiamo ai casi di stupro, quante volte la vittima viene accusata dall’opinione pubblica di essersela “cercata”, magari perché indossava abiti provocanti o perché girava da sola in tarda sera? In questo modo si assolve il colpevole dalla responsabilità e si scarica invece la colpa sulla vittima, che rischia d’interiorizzarla e di convincersi per prima di essere responsabile di ciò che gli è accaduto. Attribuendo la colpa alla vittima, però, ci sentiamo meglio: ci illudiamo di poter evitare che certi eventi colpiscano noi in prima persona.

 

Tuttavia, non sempre si attiva il medesimo meccanismo: se la vittima presenta dei tratti fisici, caratteriali o sociali simili ai nostri, infatti, siamo portati a non attribuirle la colpa, proprio perché le somiglianze percepite ci portano a identificarci con essa.

Secondo Lerner, l’ Ipotesi del Mondo Giusto è particolarmente pericolosa perché ci porta a leggere il mondo attraverso lenti offuscate dalla convinzione che chi è vittima di una sciagura o di un evento negativo se lo sia in qualche modo meritato. Così facendo, attribuiamo un’indebita importanza ai presunti tratti caratteriali degli interessati, anziché ai fatti reali di una situazione, ma solo quando riguarda qualcun altro. Secondo la teoria dell’attribuzione, infatti, quando la sciagura colpisce noi, siamo invece soliti attribuire la colpa all’esterno, anche quando magari un nostro comportamento può aver realmente influenzato ciò che ci è accaduto.


Paola per Tandem

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