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Gifted: il talento può essere un limite alla felicità?

Il dono del talento è un enorme privilegio. Eppure, talvolta, si trasforma in una condanna. E’ questo il tema che il film “Gifted: il dono del talento” tratta con estrema semplicità e immediatezza. Mary, la protagonista del film, è una bambina di 6 anni speciale: è una gifted, una bambina dall’eccezionale propensione per la matematica. Mary vive con lo zio Frank, un giovane uomo impreparato al ruolo paterno ma spinto da un amore genuino nei confronti della nipotina, che ha perso la mamma troppo presto. Frank sembra inizialmente disinteressato al talento di Mary, fin quando non risulta chiaro che, non solo lo riconosce e lo apprezza, ma cerca in tutti i modi di nasconderlo agli altri per proteggere la bambina, permettendole di vivere come i coetanei. Frank sa cosa accadrebbe se Mary iniziasse così giovane a coltivare il suo talento: niente più gioco, niente più bambini “normali” con i quali giocare, niente più infanzia. Le vicende portano in breve tempo Frank a sostenere una dura battaglia legale per tutelare Mary e la sua infanzia e proteggerla da chi vuole sottometterla al suo talento.

Ma chi sono i bambini gifted? Sono bambini con un talento particolare che li rende unici ed irripetibili, definiti in termini scientifici plusdotati. Non esiste un bambino gifted uguale ad un altro, ma ognuno di loro mostra degli aspetti di unicità. Il talento solitamente non si manifesta in maniera generalizzata, ma riguarda solo specifiche abilità: un bambino ad alto potenziale, ad esempio, può essere molto bravo a utilizzare i numeri e le operazioni, ma allo stesso tempo presentare carenze nell’ area verbale e del linguaggio. Tali abilità particolari, seppur stabili, possono subire l’influenza di fattori esterni come l’ambiente e la qualità delle relazioni e possono portare a problemi psicologici e a scarso rendimento scolastico se non adeguatamente stimolate.

 

Infatti, seppur questo sia sicuramente un dono, i bambini plusdotati vanno incontro a diverse difficoltà fin dai primi anni di vita, soprattutto all’inizio del percorso scolastico. Questi bambini hanno bisogni particolari e necessitano di un programma scolastico che permetta loro di vincere la noia, emozione che accompagna spesso le loro attività, e allo stesso tempo gli lasci vivere serenamente l’infanzia. Questi bambini hanno infatti anche un maggior bisogno di relazioni con i pari, perché le competenze emotive e relazionali risultano spesso deficitarie. Per questo, i genitori necessitano spesso di indicazioni precise e di supporto psicologico per comprendere ed aiutare il proprio bambino.

E’ interessante notare come il film non si limiti a raccontare l’eccezionale talento di Mary, ma analizzi le conseguenze che questo “dono” provoca nelle già delicate relazioni familiari della protagonista. Per chi si prende cura di questi bambini "speciali", infatti, non è mai semplice scegliere come comportarsi per dar valore al talento e allo stesso tempo permettere che il bambino viva serenamente la propria infanzia.


Paola per Tandem

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