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Che ora fa il vostro orologio interno?

Ogni persona ha un soggettivo orologio biologico interno, che può o meno essere sincronizzato con l'orologio esterno, cioè con il tempo della vita reale. Un'asincronicità tra questi due tempi può portare ad alterazioni nel ritmo sonno-veglia (ritmo cicardiano), fino ad arrivare a influire sulla comparsa di serie patologie come l'Alzheimer, nei soggetti predisposti.

Il ciclo circadiano corrisponde a una specie di orologio del nostro corpo e della nostra psiche, che regola l’alternanza fra riposo e attività. Molti dei processi fisiologici umani sono governati da questo orario interno.

 

Capita, per molti fattori stressogeni o ambientali, quali viaggi, lavoro intenso, ansia, che in alcune persone il tempo interno ed esterno non vadano di pari passo. La medicina ha condotto numerosi studi che hanno dimostrato quanto una perturbazione prolungata di questo tipo possa provocare malessere e addirittura patologie (Ravi Allada, neurobiologo della Northwestern). 

 

Così, i ricercatori hanno pensato di realizzare un test che dia informazioni su questo processo. Si tratta di prelievi di sangue ripetuti ogni due ore, attraverso i quali gli autori hanno studiato come si esprimevano numerosi geni in diversi orari. Circa quaranta geni sono risultati maggiormente associati al ritmo circadiano.

Questo test, che si chiama TimeSignature (La firma del tempo), potrebbe rivelarsi predittivo per alcune malattie (patologie cardiache, Alzheimer, depressione, diabete) e risulterebbe un importante indicatore dell'orario più funzionale in cui assumere le terapie.

 

Il ritmo cicardiano può essre tenuto sotto controllo e migliorato tramite numerose tecniche, tra le quali spicca il training autogeno, un metodo di autorilassamento, che ognuno può apprendere attraverso corsi guidati da psicologi specializzati. Chi fosse interessato non esiti a contattarci.

Prestare attenzione al proprio orologio interno biologico è, quindi, un passo fondamentale, per intervenire sugli squilibri e le alterazioni che vengono percepiti nel proprio ritmo sonno-veglia, in particolar modo quando si è sottoposti a periodi di forte stress o pressione, che producono conseguenze negative sia psichiche che fisiche.

Lo studio descritto è pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), qualora voleste leggere un approfondimento più specifico.


Vera per Tandem

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