· 

Come calmare il pianto di un neonato? Il metodo delle 5 S.

Il pianto è l'unico strumento comunicativo che il neonato possiede fin dalla nascita. Se, durante il primo mese di vita, il bambino piange per la disperazione dovuta ad un disagio che prova ma al quale non riesce ad attribuire una causa, già dal secondo mese in poi il pianto assume significati diversi e diventa un vero e proprio messaggio rivolto a mamma e papà. Come teorizzato dal dott. Freud in persona, questo cambiamento è possibile grazie alle risposte fornite dai genitori al pianto del bambino: tanto più esse sono coerenti con i suoi bisogni, maggiormente il bambino riuscirà a comprendere il disagio che lo porta al pianto e a comunicare attraverso di esso i propri bisogni. Questo compito non è per nulla semplice, anzi, rappresenta per molti genitori l'ostacolo più grande all'inizio dell'esperienza della genitorialità. Molto spesso, infatti, il pianto del bambino sembra privo di cause e incalmabile, tanto da spingere i genitori a temere la presenza di un qualche problema specifico. In questi casi potete provare il metodo delle 5 S, sviluppato una decina di anni fa dal pediatra Harvey Karp, soprannominato "il domatore di bambini" dopo aver aiutato centinaia di mamme, tra cui stars del calibro di Madonna.

Rifacendosi alle teorie evoluzionistiche e agli studi sulla vita prenatale, il dott. Karp ha sviluppato un semplice metodo che aiuta i genitori a calmare il pianto del proprio bambino attraverso 5 facili passaggi, riassumibili, appunto, con 5 S.

 

Swaddling = avvolgere. Nel grembo materno il bambino si sente accolto e protetto, nonostante lo spazio a sua disposizione sia davvero poco! Provate ad avvolgerlo stretto in una copertina, prestando attenzione a non coprirgli il viso, gli permetterà di sentirsi proprio come nella pancia della mamma.

Side /Stomach = fianco /stomaco. Tenere il neonato nella posizione del pallone facilita la fase dell'addormentamento e allevia i dolori delle tanto diffuse coliche del primo trimestre. Una volta addormentato, però, è importante ricordarsi di metterlo a dormire sempre a pancia in su, per proteggerlo dal rischio di SIDS.

Shushing = fare rumore. Erroneamente, siamo portati a pensare che il neonato abbia bisogno di silenzio per calmarsi. In realtà, l'ambiente intrauterino è molto rumoroso: flusso sanguigno, battito cardiaco e respirazione della mamma producono un rumore paragonabile per intensità a quello di un aspirapolvere! Per questo, Karp suggerisce di ninnare il bambino attraverso un continuo SHHHHHHHHHHH vicino all'orecchio. Tale suono dovrebbe essere abbastanza intenso da coprire il pianto del bambino, ma sempre dolce e delicato.

Swinging = dondolare. Che i bimbi amino essere dondolati è noto, ma Karp suggerisce una tecnica particolare: posizionare il bambino sulle cosce stando seduti con le ginocchia unite e oscillare poi entrambe le gambe a destra e a sinistra. 

Sucking = succhiare. Questo di sicuro già lo conoscete... i bambini amano aver qualcosa da succhiare, che sia il ciuccio o il dito. Nei primissimi mesi, anche il seno può rappresentare una valida alternativa, ma sarebbe meglio evitare il binomio seno - nanna o seno - coccola, perchè potrebbe portare ad abitudini errate poi difficili da eliminare.

Anche se all'inizio può sembrare quasi impossibile, ricordate che il vostro bambino impara a riconoscere i propri bisogni sulla base delle risposte che voi genitori fornite al suo pianto, quindi, un'attenta analisi delle possibili cause risulta fondamentale non solo per voi, ma anche per lui.

Per chi volesse approfondire la teoria e la tecnica del dott. Karp,  consigliamo la lettura del suo scritto più famoso: “Un bambino felice. Il nuovo modo per calmare il pianto dei vostri figli e aiutarli a dormire più a lungo”.

A questo punto, non vi resta che provare e farci sapere i risultati ottenuti!


Paola per Tandem

Scrivi commento

Commenti: 0