Nativi digitali: come gli strumenti tecnologici plasmano le menti dei più giovani?

Il termine “nativo digitale”, ormai di uso comune, indica le generazioni di bambini e ragazzi, nati e cresciuti nell’era digitale, che hanno respirato le nuove tecnologie fin dai primi giorni di vita e hanno appreso ad utilizzarle con naturalezza. Contrapposti ad essi, vi sono gli “immigrati digitali”, adulti che, talvolta faticosamente, cercano di stare al passo con i tempi dell’evoluzione tecnologica in atto, apprendendo ad utilizzare gli strumenti digitali e facendoli entrare gradualmente nelle proprie vite. L’espressione è stata utilizzata per la prima volta dallo scrittore statunitense Marc Prensky nel 2011, nel suo libro “Digital natives, digital immigrants”, per descrivere le generazioni di ragazzi nati dopo il 1985 e contrapporli alle generazioni precedenti attraverso l’utilizzo che fanno degli strumenti digitali.

I nativi digitali mostrano caratteristiche molto diverse da quelle delle generazioni che li hanno preceduti, soprattutto dal punto di vista cognitivo e relazionale. Se le differenze tra una generazione e la successiva rappresentano una costante della società umana in continua evoluzione, nel caso dei nativi digitali, esse acquisiscono il carattere della radicalità nel contesto in cui i bambini crescono e i genitori rispondono ad esse. Le ricerche sull’impatto della realtà virtuale sulla crescita e lo sviluppo dei bambini sono in continuo sviluppo, come lo sono tuttavia le innovazioni tecnologiche alle quali si riferiscono. I risultati di tali ricerche hanno evidenziato conseguenze sia positive sia negative, ma è ancora troppo presto per ipotizzare un bilancio a lungo termine, anche perché le prime generazioni di nativi digitali hanno appena completato la loro maturazione e, solo ora, si trovano in procinto d’entrare nel mondo adulto e di confrontarsi con esso.

Quel che è certo, è che gli strumenti digitali stanno creando persone con un nuovo profilo cognitivo, che si modifica attraverso l’uso delle nuove tecnologie e che appare potenziato in determinati aspetti e diminuito in altri. I nativi digitali, ad esempio, imparano a leggere prima grazie alla necessità di comprendere le icone e le immagini che visualizzano sullo schermo e potenziano capacità quali la rappresentazione, l’orientamento e la visualizzazione nello spazio, ma anche la capacità di riconoscere schemi. Parallelamente, le loro menti appaiono impoverite rispetto alla capacità introspettiva, riflessiva e, soprattutto, relazionale. Un esempio di questo cambiamento è l’effetto che l’uso di internet sembra avere rispetto al cosiddetto pensiero lineare, cioè la capacità di ragionare seguendo una logica sequenziale: le nuove generazioni sembrano aver in parte perso questa capacità e si ritrovano spesso a ragionare in maniera illogica, frammentata, così come sul web navigano da un sito all’altro senza sosta. Questa difficoltà sembra legata al sovraccarico a cui ogni giorno è esposta in rete la memoria di lavoro, bombardata da continui stimoli digitali (Tonioni, 2013) che affollano il web tanto quanto le loro menti e che rendono a loro difficile rinunciarvi in favore della prosecuzione di un compito specifico. 

Il modo in cui la mente dei nativi digitali si è plasmata dipende da come è stata fin da subito esposta agli stimoli digitali: i bambini iniziano ad avvicinarsi ai primi strumenti tecnologici fin dai primi mesi di vita, attratti da un funzionamento che si avvicina al “pensiero onnipotente infantile” e che permette loro di vedere comparire sullo schermo continui stimoli con i quali possono interagire in tempo reale. L’attrattiva esercitata dalla tecnologia sul bambino viene talvolta rinforzata dalle figure genitoriali che, da un lato ne sottovalutano l’influenza sulla giovane psiche in formazione e, dall’altro, ne apprezzano il risultato calmante sul figlio, tanto da utilizzarla talvolta come una baby-sitter virtuale. 

E i nativi digitali, invece, cosa pensano dell'utilizzo dei nuovi media da parte dei genitori? Lo scopriamo nel prossimo articolo.


Paola per Tandem

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