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Neuroni specchio e autismo, esiste correlazione?

La scienza conosce ancora solo una ridotta parte del cervello umano e dei suoi funzionamenti. Abbiamo visto quanto la scoperta dei neuroni specchio abbia rivoluzionato le nozioni neuroscientifiche riguardo all'apprendimento e all'empatia, ma non è tutto: i neuroni specchio possono essere di aiuto anche per comprendere quando tali meccanismi non si sviluppano e si sono rivelati fondamentali nello studio delle cause dell'autismo.

 

Autismo o spettro autistico: cos'è? Ne sentiamo parlare sempre più spesso; è stata istituita la giornata mondiale ad esso dedicata, il 2 aprile; sempre più servizi televisivi si occupano di divulgare informazioni riguardo alle difficoltà, ma anche alle possibilità insite nell'essere genitori di un figlio autistico; RaiUno ha iniziato proprio ieri a trasmettere la serie tv "The good doctor" con protagonista un giovane medico con diagnosi di autismo.

 

Proviamo a capire quali elementi caratterizzano questa patologia e come i neuroni specchio potrebbero aiutarci a far luce sulle cause.

L'autismo è un complesso disturbo neurobiologico, il cui nome ("autos" "sè") evidenzia proprio l'aspetto predominante: l'isolamento sociale. Per la varietà di forme e gradi in cui si manifesta, è più opportuno parlare di spettro autistico. Viene considerato un disturbo pervasivo dello sviluppo, in quanto può portare compromissioni in molteplici ambiti: percettivo, attentivo, motorio, intellettivo, mnemonico, linguistico e, più in generale, nell'adattamento all'ambiente. Per cercare di dare un quadro globale, anche se molto semplificato, possiamo dire che l'autismo si manifesta nei primi tre anni di vita ed ha tre caratteristiche tipiche:

  • compromissione dell'interazione con l'Altro
  • difficoltà comunicative per scarso o assente sviluppo del linguaggio
  • stereotipie nel repertorio comportamentale (alcuni gesti vengono ripetuti dal bambino in maniera reiterata e rigida)

 

 

 

 

Questa immagine, divulgata da un'associazione per l'autismo, ci aiuta a capire meglio quali possono essere i disagi che provano questi bambini.

I bambini autistici hanno grandi difficoltà, che nei casi più gravi sembrano insormontabili, a decifrare e comprendere il comportamento altrui.  Il neuroscienziato V. Ramachandran usa la definizione “broken mirrors”, specchi rotti, per correlare tali difficoltà a un non corretto sviluppo del sistema dei neuroni specchio. 

 

Tuttavia, secondo Rizzolatti, non sarebbe questa la causa primaria della malattia. Piuttosto, un deficit motorio potrebbe essere alla base di un ritardo nello sviluppo dei neuroni specchio. Ciò che evidenzia Rizzolatti è l’importanza della diagnosi precoce: “c’è un periodo critico, nella fase iniziale di vita del bambino, entro il quale è importante agire. [...] Si tratterebbe in sostanza di un meccanismo solo inceppato, non rotto per sempre, [...] e rieducare i neuroni specchio a dialogare con i neuroni del sistema motorio è possibile”.

“In te mi specchio” scritto  da Rizzolatti, con il saggista Antonio Gnoli (Rizzoli Editorore) può aiutare ad approfondire l'argomento dell'interazione autismo-neuroni specchio e  chiarire quali siano le prospettive cliniche e di ricerca in questo ambito.

 

Segnalo, inoltre, i riferimenti a queste associazioni, che supportano ragazzi e genitori, con cui ho avuto modo di entrare in contatto:

http://www.congrega.it/autisminsieme

http://www.autismando.it/autsito/index.htm

...perchè la diagnosi di autismo lascia spaventati e sgomenti e di fronte a un dolore e a una complessità di una simile portata è fondamentale fare lo sforzo di non restare soli.


Vera per Tandem

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