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Essere ottimisti fa sempre bene?

L'ottimismo irrealistico è quella sensazione di fiducia nel futuro, che, però, non si basa su dati concreti; corrisponde al pensare che tutto andrà per il meglio, anche in mancanza di indizi. Una pubblicità che è passata alla storia diceva "l'ottimismo è il profumo della vita!", ma fa davvero così bene essere ottimisti?

Gli studiosi da tempo conducono un acceso dibattito tra chi sostiene che l'ottimismo, anche irrealistico, faccia bene alla salute e chi, invece, lo reputa addirittura pericoloso. I dati indicano che la maggior parte delle persone sono ottimiste sui rischi futuri, in particolar modo su quei rischi che sono sotto il loro controllo diretto, come l'alcolismo, il fumo e le malattie a trasmissione sessuale.

 

Le persone, in genere, vogliono essere informate e prendere buone decisioni, ma desiderano anche sentire che i propri stili di vita sono già sani, che non sono necessari cambiamenti e che non devono preoccuparsi. Sfortunatamente, questa tendenza a un'interpretazione rosea può mettere nei guai e portare a sottovalutare il bisogno di prendere precauzioni. L'ottimismo irrealistico è tanto più pericoloso quando la situazione è prevenire che il danno si sviluppi.

 

Essere ottimisti ha comunque i suoi vantaggi e può far bene alla salute, soprattutto nelle situazioni in cui una malattia è già conclamata e è necessario reagire alla cura. Gli scienziati stanno realizzando che l'ottimismo può portare a riprendersi prima dalle patologie gravi, migliora l'umore, la fiducia in se stessi, porta ad avere un maggior successo interpersonale e, quindi, ad attrarre un più vasto sostegno sociale. 

 

Quindi, come si può spiegare il fatto che in alcuni casi l'ottimismo irrealistico faccia bene alla salute e, in altri, addirittura nuoccia? 

Alcuni ricercatori, per rispondere a questa domanda, dividono le persone tra ottimisti costruttivi e ottimisti ingenui: i primi sono coloro che compiono sforzi attivi per proteggere la loro salute e sicurezza, incentivati da un pensiero positivo sul futuro; i secondi sono quelli che si adagiano sull'idea che andrà tutto bene e non fanno nulla per preservare la propria salute. 

 

L'ottimismo irrealistico, quindi, può essere salutare e incoraggiare strategie di coping funzionali, soprattutto in situazioni in cui una patologia si è già sviluppata; oppure, al contrario, può mettere a rischio e generare strategie di coping evitante: le persone si difendono dall'idea di essere a rischio, negando che qualcosa possa andare storto.

Se pensate di poter guidare dopo una notte passata a bere, se credete di poter smettere di fumare nel momento in cui lo deciderete senza alcuna fatica, se siete convinti che nessuna delle persone con cui siete in contatto potrebbe essere un potenziale veicolatore di malattie a trasmissione sessuale, è possibile che stiate provando un ottimismo irrealistico e che questo vi stia inducendo a mettere in atto strategie di coping evitante: "a me non può succedere niente di male".


Vera per Tandem

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