Lo farà un altro al posto mio! Come si diffonde la responsabilità?

La folla influenza il comportamento delle persone nelle situazioni di emergenza e pericolo. La psicologia sociale parla di fenomeni di ignoranza collettiva e diffusione di responsabilità. Di cosa si tratta?

Quante volte capita di trovarsi di fronte a uno stato di emergenza per qualcuno? Una persona con l’auto in panne di fianco alla strada o una persona che sembra stare poco bene, o ancora una coppia che litiga. Eppure, quante sono le volte in cui interveniamo in modo diretto, assumendocene la responsabilità? In quante occasioni viene spontaneo dirsi: ci penserà qualcun altro?

 

 

Molto conosciuta tra gli psicologi è la storia vera di Kitty Genovese. 1964, New York, una giovane donna viene aggredita di fronte a casa; per più di mezz’ora 38 astanti assistettero all’aggressione, ma nessuno chiamò la polizia, se non uno, quando la vittima era già deceduta. Questo caso sconvolse gli americani, ma in Italia succede qualcosa di analogo più spesso di quanto si pensi.

 

Provate a dare un’occhiata a questi link:

 

http://www.ilcentro.it/pescara/pescara-vandali-al-bar-excelsior-nessuno-d%C3%A0-l-allarme-video-1.1820434

 

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/06/20/news/sfondano-la-vetrata-nessuno-da-l-allarme-1.13698111?refresh_ce

 

 

https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/muore_strada_fermata_bus_nessuno_interviene_conselve-2083989.html

I giornali e l’web sono pieni di notizie simili, in cui si fa riferimento all’indifferenza degli astanti. Perché e quando accade che la responsabilità si diffonda fino al punto da indurre a non intervenire?

 

 

Molti stati di emergenza iniziano in modo ambiguo: l’uomo che barcolla sarà ubriaco o starà male? La donna sta avendo una discussione con il marito o è importunata da uno sconosciuto? La prima reazione comune è guardarsi intorno per vedere come stanno reagendo gli altri alla medesima situazione. Ma le persone che osserviamo stanno, a loro volta, prendendo tempo per capire come agire. Questo temporeggiare genera ignoranza collettiva: ogni individuo, osservando la calma altrui, deduce, erroneamente, che la situazione non è grave.

 

Ricordate quanto accaduto a Torino in Piazza San Carlo durante la finale di Champions? Si sente spesso parlare di folle nel panico, in cui ogni persona conduce le altre a reazioni abnormi. Ebbene, sappiate che la situazione inversa, nella quale la folla tiene i suoi appartenenti nell’inerzia, potrebbe essere addirittura più comune.

 

 

Un altro fattore determinante che porta l’osservatore di un’emergenza a non intervenire è la diffusione della responsabilità. Quando sono presenti altre persone che potrebbero agire, la responsabilità individuale si diffonde, si suddivide tra i membri del gruppo, al punto che nessuno sente il dovere di attuare comportamenti di aiuto: “qualcun altro farà qualcosa!”

La presenza degli altri condiziona i comportamenti del singolo, anche nelle situazioni di emergenza. Ignoranza collettiva e diffusione di responsabilità sono i fattori principali che ostacolano i comportamenti di soccorso. Quando vi capita di trovarvi nella circostanza in cui qualcuno potrebbe necessitare del vostro aiuto, tenete presente questi fattori e provate ad agire dando una valutazione personale: "se tutti pensano che spetti ad un altro, non interverrà nessuno!"


Vera per Tandem

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