Gli stereotipi si autoavverano?

Gli stereotipi prevedono il futuro. Questo non vuol dire che siano sempre veri, ma che saremo noi stessi a mettere in atto comportamenti al fine di avverarli, senza rendercene conto. Gli stereotipi, quindi, molto spesso si autoavverano.

Vi capita mai di avere dei pregiudizi su qualcuno o qualcosa e di constatare poi che si sono proprio verificati tali e quali a come erano nella vostra mente? Ciò succede perchè ci sono stereotipi veri o perchè con i propri comportamenti si tende a confermarli?

 

Gli stereotipi e i pregiudizi sono delle opinioni preesistenti, degli schemi e delle credenze, attraverso i quali ci si fa un’impressione su una persona, un oggetto o una situazione. In psicologia sociale esiste il cosiddetto “effetto della profezia che si autoavvera” per spiegare il fatto che gli stereotipi possono generare una catena di processi comportamentali che confermano lo stereotipo iniziale: quei pregiudizi che si trovano nella testa di un individuo fuoriescono attraverso le sue azioni.

 

Se doveste recarvi in un ufficio a chiedere un’autorizzazione o un permesso e vi dicessero che il personale che vi accoglierà è molto rigido e ostile, come sarebbe il vostro atteggiamento? Molto probabilmente vi comportereste come se vi doveste rapportare con qualcuno che vi sta ostacolando, ancora prima che ciò si verifichi. Il vostro interlocutore, sentendosi attaccato, si metterebbe sulla difensiva e con ogni probabilità si dimostrerebbe poco flessibile, avverando così lo stereotipo che avevate nei suoi confronti.

 

In generale possiamo dire che ogni persona propende ad individuare nel mondo solo le informazioni che confermano le proprie idee iniziali. Questo in psicologia si chiama “errore di conferma” e lo commettiamo ogni giorno nella nostra quotidianità.

 

La profezia che si autoavvera può rivelarsi ingannevole anche riguardo a noi stessi. Infatti, quando ci si convince o si teme che avvenga qualcosa di negativo, di solito si tende a comportarsi in modo che la previsione si compia realmente. Ad esempio, una persona che teme di essere considerata antipatica, è altamente probabile che si chiuda, si sottragga dalle relazioni con gli altri e, in questo modo, potrebbe indurre chi la circonda a ritenerla davvero poco gradevole e amichevole.

 

La maggior parte delle volte, nell’esperienza quotidiana di ciascuno, questi meccanismi non provocano conseguenze particolarmente gravi. Tuttavia, può accadere, in alcune circostanze e per persone che si trovano in un periodo di fragilità, che questo tipo di pensieri diventi assiduo e rigido e si insinui nella mente di un individuo, condizionandone scelte e abitudini in maniera disfunzionale e limitante. In questi casi può divenire necessario l’aiuto di un professionista psicoterapeuta, che sostenga la persona a recuperare una flessibilità di pensiero e un equilibrio emotivo e relazionale.

Gli stereotipi, quindi, tendono a conservarsi e sono resistenti al cambiamento, perché generalmente siamo noi stessi ad attuare comportamenti che li avverino e li confermino. Facciamo attenzione a non autoingannarci e teniamo conto che le idee pregresse contenute nella nostra mente influenzano in modo determinante il nostro sguardo sul mondo.


Vera per Tandem

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Commenti: 2
  • #1

    Luciano (venerdì, 01 giugno 2018 11:13)

    Bell' articolo :-) Mi ci ritrovo in pieno...e pur conoscendo le dinamiche, a volte è terribilmente difficile riuscire a sottrarsi ad esse.

  • #2

    Tandem (sabato, 02 giugno 2018 10:04)

    Grazie del commento Luciano, l'intento di Tandem è proprio questo: trattare temi psicologici che troviamo e viviamo nella nostra quotidianità.