5 Dipendenze che (forse) non conosci.

Quando pensiamo alla parola "dipendenza", il nostro pensiero va subito all'abuso di sostanze. In realtà, tale termine può assumere sfaccettature molto diverse a seconda dell'oggetto stesso della dipendenza. Stiamo parlando delle nuove dipendenze, riconosciute scientificamente, tanto da essere state inserite nella quinta edizione del DSM, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Prima di scoprirle, facciamo un po' di chiarezza sul termine "dipendenza".

Innanzitutto, cosa rende una dipendenza tale? Tutti noi abbiamo qualcosa a cui facciamo molta fatica a rinunciare e la cui mancanza provoca in noi un certo malessere, ma non tutti soffriamo di una dipendenza patologica.

I criteri diagnostici che contraddistinguono una dipendenza patologica sono tre:

- Compulsività: non riesco a resistere a mettere in atto quel determinato comportamento.

- Astinenza: se non lo metto in atto mi sento agitato, nervoso, irrequieto e provo una serie di sintomi psico-fisici legati alla mancanza dell'oggetto della mia dipendenza.

- Tolleranza: il mio bisogno è in continua crescita, più metto in atto un comportamento, più sento il desiderio di farlo

A questi si aggiunge il rischio di overdose, legato appunto al comportamento patologico.

 

Ora che abbiamo fatto un po' di chiarezza, scopriamo insieme quali sono le dipendenze più particolari e, anche, diffuse.

1- WORKAHOLISM (dipendenza da lavoro): tale dipendenza è caratterizzata da un bisogno di lavorare talmente eccessivo da creare notevoli disagi e interferenze nello stato di salute, nella felicità personale, nelle relazioni personali e familiari e nel suo funzionamento sociale. La persona che ne soffre presenta, in genere, elevati livelli di aggressività, tensione continua, incapacità a rilassarsi, è concentrato pressoché esclusivamente sul successo professionale, tende a ipercontrollare ogni aspetto della sua esistenza, senza porre confine tra la vita professionale e quella personale. Trascorre la maggior parte del proprio tempo libero in attività che possano avere una qualche utilità per il lavoro e per la carriera, e se non gli è possibile avverte insopportabili sentimenti di irrequietezza e noia. 

2- DIPENDENZA DALLE RELAZIONI AFFETTIVE: il dipendente affettivo si dedica completamente al partner, preoccupandosi esclusivamente per il suo benessere e non per il proprio, come invece dovrebbe essere in una relazione ‘sana’. Il partner diviene il motore principale dell’esistenza dell'individuo e la sua assenza, anche temporanea, dà al soggetto la sensazione di non avere significato, di ‘non esistere’. Alla base di questo comportamento c'è un forte timore di essere abbandonati, che spesso porta la persona a scegliere partner "problematici" e particolarmente bisognosi d'aiuto,tali da giustificare la negazione dei propri bisogni in favore di quelli dell'altro.

3- ORTORESSIA: (dal greco orthos-corretto e orexis-appetito) è stata descritta per la prima volta dal dietologo Steve Bratman nel 1997 e poi sistematizzata nel 2000. Il quadro clinico è caratterizzato da un eccessivo controllo del regime alimentare, del cibo e sulle sue caratteristiche (dando l’assoluta priorità a cibi ritenuti ‘sani’, quali agricoltura biologica o similari). Non è ricollegabile solo al timore di andare incontro a un aumento ponderale, ma, soprattutto, di costruire una condotta nutrizionale che sia in grado di permettergli il raggiungimento di un ‘perfetto’ stato di salute. L’ortoressico tende a isolarsi progressivamente, difendendosi e chiudendo la comunicazione con chi non comprende le sue scelte o non condivide in pieno le sue idee. 

4- OVERTRAINING (dipendenza da sport): chi soffre di questo tipo di dipendenza eccede nelle pratiche sportive, ma non tanto per controllare il peso o la forma fisica, quanto per raggiungere uno stato di salute ideale. La spinta a dare sempre di più, cercando di superare costantemente i propri limiti, può minare i sistemi di controllo neuroendocrino e portare alla sindrome da overtraining, caratterizzata da tempi di recupero sempre maggiori, crollo delle prestazioni per saturazione, affaticamento eccessivo con alterazione del battito cardiaco, della pressione, del ciclo sonno-veglia e dell'umore.

5- Internet Addiction Disorder (dipendenza da internet): questa dipendenza è particolarmente difficile da diagnosticare, tanto che non esistono ancora dei criteri diagnostici specifici e convalidati dalla comunità scientifica. Questa difficoltà è legata al fatto che in internet possono essere messi in atto una serie infinita di comportamenti e ciascuno di essi ha delle proprie caratteristiche. Ad esempio, alcuni potrebbero usare eccessivamente internet per fare shopping, giocare a giochi di ruolo, chattare, intrattenere relazioni sessuali, cercare informazioni o, semplicemente, evitare la noia e la solitudine isolandosi in una realtà parallela. Ovviamente, ognuna di queste attività risponde a bisogni diversi della persona che la pratica e, quindi, risultano difficili da generalizzare.

Queste dipendenze comportamentali così diverse, cosa hanno in comune tra di loro?

 

Innanzitutto la ripetitività del comportamento; l'euforia provata in seguito alla sua messa in atto; la difficoltà a mantenere il controllo e a posticipare il comportamento e l'impatto che tutto ciò ha sulla vita dell'individuo. Tutte le dipendenze, infatti, tendono ad influenzare sempre di più le abitudini dell'individuo, sostituendo, ad esempio, altre attività, fino a diventare il centro della vita della persona.

 

Come si guarisce da una dipendenza? Cercare di lavorare sul comportamento spesso non basta, ma è necessario scavare più in profondo, fino a trovare il significato che quello specifico comportamento ha per quella particolare persona.


Paola per Tandem

Scrivi commento

Commenti: 0