· 

Che fai, adesso torni?!

Siamo alla seconda puntata della trilogia sulle relazioni ai tempi dei social: continuiamo a scoprire insieme alcune modalità di gestire la fine di un rapporto sentimentale, amicale o affettivo, che ci rivelano una sofferenza da parte di chi le pratica.

Vi è mai capitato che una persona del vostro passato ricomparisse all'improvviso? Nello scorso articolo sul ghosting abbiamo cercato di analizzare il fenomeno di chi interrompe una relazione sparendo, ma accade altrettanto frequentemente che colui che si era dato alla macchia, torni nella nostra vita e lo faccia senza chiedere permesso. Viene chiamato zombieing ed indica il comportamento da parte di un "fantasma" di ritornare dal nulla, dopo un periodo di silenzio più o meno lungo, mettendo a soqquadro la vita della persona in questione che, nel frattempo, presumibilmente aveva cercato di ricostruirsi un equilibrio e magari ci era da poco riuscita.

Gli inglesi usano il verbo "to pop up" per indicare la riapparizione improvvisa di una persona del passato, che salta a piedi pari nel nostro presente e sembra dire "Ehi ciao, rieccomi, facciamo come se non fossi mai sparito?!". Possiamo dirci che probabilmente è capitato a tutti di fare e subire una "ri-comparsata", a tutti sarà successo di farsi sentire nuovamente con un ex o con una persona con la quale si era chiuso un rapporto precedentemente. La differenza, tuttavia, sta proprio nel come. Innanzitutto perchè sia zombieing è necessario che ci sia stato prima un comportamento di ghosting: si tratta di ricomparire dopo un vuoto comunicativo, dopo che si è spariti senza dare adito a spiegazioni, senza salutarsi. Inoltre, parliamo qui di un ritorno senza bussare, di un fiondarsi nella vita e nella quotidianità altrui senza chiedersi se il destinatario acconsenta, ne sia felice, ne abbia desiderio.

 

Ghosting e zombieing generano talmente tanta sofferenza, rabbia e impotenza che è facile limitarsi a pensare che si tratti di comportamenti meramente vili. Chi decide di praticarli lo fa consapevolmente, perchè preferisce scappare e tornare all'improvviso, piuttosto che assumersi la responsabilità di chiudere e aprire. Lo zombie dà per scontato che lo si stia aspettando a braccia aperte e lascia al destinatario tutto l'onere di scegliere come procedere nella relazione.

 

Dare o non dare una seconda possibilità a chi torna? Difficile rispondere se si tratta di una persona per la quale abbiamo sofferto molto, ma a cui ci sentiamo legati da un bene profondo, sia esso amore o amicizia o affetto.

D'acchito ci sembra che lo zombie agisca pensando di avere su di noi molto potere e controllo e, invece, ci passa il testimone della scelta con tutto il peso emotivo che essa comporta, passa a noi la palla e, nel caso vada male, anche il senso di colpa che ne deriva.

 

Non possono esistere generalizzazioni sensate, ogni storia è a sè, ogni relazione è unica, così come ogni individuo. Possiamo, tuttavia, riflettere sul fatto che chi gestisce le relazioni secondo queste modalità, vive (e spesso cerca di nascondere) delle problematiche affettive, che non possono essere taciute ed andrebbero affrontate nel caso in cui si optasse per dare una seconda possibilità alla relazione in questione.

 

E' importante che diamo un significato al tempo trascorso tra un abbandono e un ritorno, poichè quello è un tempo in cui abbiamo sofferto, pensato, in cui siamo cresciuti, ci siamo arrabbiati, un tempo che non può averci lasciato completamente immutati e va per questo rispettato. Teniamo memoria di questo tempo. Se vogliamo riaprire una porta, non mentiamo a noi stessi e pensiamo che non è possibile costruire un dopo dimenticandoci del prima.

Impariamo a salutarci sia quando andiamo, che quando torniamo, con tutta la fatica che comporta. Anche perchè capiterà a tutti di essere ex di qualcuno prima o poi.


Vera per Tandem

Scrivi commento

Commenti: 0