Crescere danzando: quali sono i benefici della danza per i bambini?

In occasione della Giornata Mondiale della Danza voglio parlarvi di quest'arte, che amo e che ha così tanto in comune con la psicologia, e di quanto sia indicata per i più piccoli. I benefici della danza per i bambini sono ormai noti, ma spesso si tende a sottovalutare come essa rappresenti un allenamento non solo per il corpo ma anche e soprattutto per la mente. Guardiamo nello specifico su quali aspetti dello sviluppo psico-fisico incide.

Troppo spesso, quando conduco corsi e laboratori di danza creativa, mi trovo a rispondere a mamme preoccupate che le proprie bambine imparino al più presto specifici passi di danza, che camminino sulle punte, che possano emulare i danzatori dei talent show televisivi o, addirittura, mamme che chiedono rassicurazioni rispetto alla spendibilità in discoteca delle competenze di movimento apprese (questa domanda mi è stata fatta davvero, non scherzo!). A queste mamme rispondo sempre che no, non impareranno dei passi specifici o a stare sulle punte, non saranno in grado di svolgere delle coreografie, ma al massimo delle sequenze di movimenti. Impareranno invece a stare in gruppo, rispettando il tempo e lo spazio di tutti; prenderanno confidenza con il proprio corpo e con le mille possibilità che esso offre al di là di schemi di azione stereotipati e innaturali; avranno cura anche del corpo delle compagne, lavorando in coppia e sperimentando l'altro come specchio delle proprie azioni; scopriranno come ogni gesto può diventare danza, anche il più quotidiano.

Spiego loro come tale disciplina agisca sullo sviluppo dell’equilibrio e della coordinazione, sulla padronanza dello spazio e sulle capacità cinestetiche, tanto che, diverse ricerche scientifiche ne consigliano la pratica per migliorare disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Inoltre, la visione e l'apprendimento di nuovi movimenti rappresentano un esercizio utilissimo per potenziare la memoria e la capacità d’intuito: ciò che impariamo danzando rimarrà con noi per sempre nella nostra memoria implicita e ci guiderà per il resto della vita, anche senza accorgercene! Fondamentale è poi l’acquisizione dell’autodisciplina, utile per insegnare al bambino a porsi dei limiti e a prendere decisioni autonome. Ricordiamoci, inoltre, che esiste una parte della nostra intelligenza, detta “somato-cinestetica”, che consiste nell’abilità di usare tutto o parte del nostro corpo per risolvere problemi o produrre qualcosa e che può essere potenziata fin da bambini. La danza creativa e propedeutica, ad esempio, interessa i bimbi dai 4 ai 7 anni, età nella quale, secondo lo psicologo e pedagogista Jean Piaget, ogni bimbo si trova ad essere un “piccolo esploratore” intento a scoprire il mondo e il suo funzionamento, a imitare gli altri, anche nei movimenti, per poterli poi riprodurli in maniera autonoma, e a relazionarsi con l'esterno in modo originale attraverso il gioco simbolico.

Ma l'aspetto della danza che più amo è sicuramente la possibilità di espressione emotiva che essa offre: se con la psicoterapia sono solita ascoltare le parole dell'altro, integrandole con ciò che il suo corpo mi svela di lui attraverso gli aspetti non verbali della comunicazione, con la danza l'attenzione è totalmente rivolta a ciò che il corpo esprime, spesso inconsapevolmente. Senza parlare, è possibile conoscere molto di chi abbiamo di fronte e, come in seduta ci si trova spesso ad ascoltare il silenzio, con la danza si sperimenta insieme l'immobilità, cercando di tollerare l'ansia che spesso essa suscita.

Solo dopo essersi avvicinati a tutto ciò è possibile scegliere lo stile che più è in linea con le attitudini di ogni specifico bambino. Per quanto vedere la propria bambina indossare tutù e scarpette possa essere emozionante, la danza classica è forse quella che offre meno possibilità di espressione, a favore invece della ricerca di virtuosismo e di superamento dei propri limiti. Talvolta sono preferibili altri stili di ballo, come la danza contemporanea, che stimolano maggiormente la creatività e non impongono rigidi schemi di movimento.

Quando si parla di danza per bambini è però importante che tale attività si svolga in un contesto rassicurante e non giudicante, che accolga le differenze individuali e le esalti: l’obiettivo non deve essere eccellere nella danza, ma scoprire il benessere attraverso la propria personale espressione corporea, facendo sì che diventi un'opportunità di crescita psichica prima ancora che motoria.

 

Per chi fosse interessato a promuovere il benessere degli individui attraverso la danza in contesti sociali differenti (dall'infanzia alla terza età), vi segnalo il link di Danza.comm, il corso di perfezionamento in danza di comunità che avrà inizio a settembre e di cui sarò docente.

http://claps.lombardia.it/progetti/danzacomm.html 


Paola per Tandem

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