Quanto la mente influenza il corpo e quanto il corpo influenza la mente, nella malattia?

Da tempo ormai la medicina sottolinea l’importanza di prendere in carico il paziente nella sua unità psiche-soma, perché riconosce che tali entità sono indivisibili e s’influenzano reciprocamente. Cerchiamo, innanzitutto, di capire cos’ è un disturbo psicosomatico.

Una malattia si definisce psicosomatica quando è presente un disturbo a livello fisico che esprime un disagio psicologico e non ha una base organica. A chi non è mai capitato di soffrire di una forte emicrania o di un fastidioso mal di stomaco e sentirsi dire: “sarà lo stress!”? Pensiamo ad alcuni diffusi modi di dire, come: “mi si è chiuso lo stomaco dal nervoso”, “mi sento un peso sul cuore”, “ho le vertigini dalla paura”, “mi scoppia il cuore dall’agitazione”, “mi sento un macigno nello stomaco”, “ho un nodo in gola”… ci risulta subito chiaro quanto ognuno di noi sia già abituato quotidianamente ad associare la mente al corpo.

 

Eppure, talvolta, ci risulta difficile accettare che la medicina non riesca a dare una spiegazione organica al nostro malessere, ma che ci rimandi a una causa psicologica. Sono i casi in cui medicina e psicologia dovrebbero trovarsi ad interagire strettamente in un’area che non è solo dell’una o dell’altra disciplina, ma appartiene ad entrambe per sua stessa definizione: la psicosomatica.

 

 

Se la psicosomatica è stata ormai sdoganata, forse ci si continua a soffermare troppo poco sugli effetti psicologici causati da malattie organiche. Questo è il campo della somatopsichica, che rivolge l’attenzione a tutte quelle situazioni in cui un disturbo d’origine fisica o una diagnosi medica generano a catena una serie di disagi emotivi, legati anche alla gestione delle cure, alle nuove abitudini a cui la patologia obbliga, ai risvolti sociali e, soprattutto, alla nuova identità di malato con cui l’individuo deve fare i conti. Non stiamo pensando esclusivamente a malattie gravi o invalidanti, per cui le conseguenze psicologiche sono conosciute e, quindi, già prese in carico.

 

Pensiamo invece a tutte quelle patologie che, seppur di lieve entità, modificano lo stile di vita di chi ne soffre: come si sentirà una persona che non può più praticare lo sport che tanto amava per quel problema al ginocchio che inaspettatamente gli è stato diagnosticato? Oppure quella persona che a causa di allergie alimentari vedrà cambiare anche le proprie abitudini sociali? Se alcune conseguenze risultano accettabili, soprattutto con il passare del tempo, altre necessitano di una riorganizzazione non solo pratica, ma anche identitaria ed emotiva. 

Psicosomatico e somatopsichico sono allora due facce della stessa medaglia, che ci evidenziano quanto ognuno di noi sia un’unità indivisibile di mente e corpo e non possa prescindere da nessuna delle due nel perseguire l’obiettivo del prendersi cura di sé. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità definisce, infatti, la salute uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non una semplice assenza di malattia.

 

 


Vera & Paola per Tandem

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