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Chi è più potente: l'intelligenza o le emozioni?

La dottoressa Lucangeli ci parla in pochi minuti di concetti complessi e scientifici, ma se non ci fermiamo all'impatto che possono avere in noi, a seconda delle nostre conoscenze in merito, capiamo che ci sta trasmettendo soprattutto un messaggio umano: sono le emozioni il grande "decisore" della mente di ciascuno di noi. Esse sono talmente potenti da condizionare i nostri processi di apprendimento, al punto che riescono anche a mandare in corto circuito la nostra intelligenza. Se mentre impariamo una determinata nozione siamo in ansia, il nostro cervello memorizzerà sia il contenuto cognitivo che l'emozione associata: per intenderci, se abbiamo imparato una poesia a memoria con una sensazione di agitazione, quando ripeteremo la poesia ricorderemo sia i versi che l'ansia provata. Fortunatamente questo processo mnestico vale anche per le emozioni positive. Per questo, il messaggio finale della Lucangeli è rivolto a tutti coloro che insegnano o lavorano con le persone: non esiste un apprendimento disgiunto tra cognizione ed emozione. Ricordiamoci che incontrando l'Altro lasceremo un segno indelebile nella sua memoria, cambieremo sia le sue conoscenze che le sue emozioni, perciò cerchiamo di averne cura.


Vera per Tandem

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