Perchè andare dallo psicologo fa ancora paura?


Perché è ancora un radicato tabù sociale andare dallo psicologo?

 

Probabilmente perché attorno a questa figura professionale si sono creati e stabiliti falsi miti, ai quali la maggior parte delle persone dà ancora molto credito, alimentando la paura di rivolgersi ad uno psicologo. 

Innanzitutto, molti sono coloro che, pur trovandosi in difficoltà e pur attraversando un periodo di disagio psichico ed emotivo, credono di farcela da soli, oppure addirittura lo pretendono, rifiutando a priori l’aiuto di uno psicologo.  Tuttavia, riuscire a risolvere tutto da soli non è la vittoria più importante, perché sfidare allo stremo se stessi e le proprie paure non è sempre la scelta migliore: possono esserci situazioni e periodi in cui fermarsi, ascoltare i propri bisogni e chiedere aiuto si rivela l’unica strada valida percorribile. Vi sentirete spesso dire da uno psicologo, infatti, che aver chiesto aiuto è già metà dell’opera nella strada verso lo stare meglio.

Ma se capisco che ho bisogno di farmi aiutare, perché non posso rivolgermi ad un amico?

 

Gli amici e i nostri cari sono figure di riferimento importanti e ci danno un aiuto fondamentale, ma totalmente diverso da quello dato da uno psicologo e da un terapeuta. Un amico ci conosce attraverso i suoi occhi e le esperienze condivise e, per quanto si sforzi, non può essere privo di giudizi, proprio in nome del rapporto che ci lega a lui. Sebbene connotata da fiducia ed empatia, la relazione che si crea con il proprio psicologo non è di tipo amicale: lo psicologo non fornisce consigli e risposte e, con lui, l'obiettivo non è quello di stringere un’amicizia più profonda, ma anzi è quello di fare in modo, al termine del percorso terapeutico, di riuscire da soli ad affrontare le situazioni di disagio e di paura, avendo una conoscenza più approfondita di noi stessi.

 

Ma perché dovrei pagare qualcuno per raccontargli i fatti miei?

 

Per il paziente solitamente è difficile capire cosa sta pagando, perché non si tratta di qualcosa di concreto. Quello che si avvia è un percorso di crescita personale e, pertanto, si pagano lo spazio d’ascolto dello psicologo, il suo stare con noi centrato sul nostro malessere e le sue competenze psicologiche per analizzare insieme a noi i nostri vissuti, mirando al nostro benessere interiore.

 

Quindi non solo i pazzi, i deboli ed i paurosi vanno dallo psicologo?

 

Forse, anzi, dallo psicologo è più plausibile ci vadano i forti, chi infatti supera le proprie paure. Il percorso terapeutico richiede una grande capacità di mettersi in discussione, di tollerare la frustrazione, costringe a conoscere parti di sè stessi poco gradevoli o fino a quel momento ignorate, mette di fronte ai propri limiti allo scopo di imparare a prenderne coscienza. È un percorso che richiede coraggio, determinazione e sensibilità… difficilmente è per i deboli, sicuramente è per chi vince la propria paura.

Per questi motivi, è bene superare la paura di rivolgersi ad uno psicologo; cerchiamo di non lasciarci sopraffare da miti in cui rimaniamo invischiati socialmente, ma che possiamo vincere e ribaltare. I supereroi li amiamo, li seguiamo nei film e nei fumetti, ma noi siamo umani: nessuno è tanto invincibile da non aver mai bisogno di aiuto, a meno che non lo nasconda a sè stesso.


Vera & Paola per Tandem

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